Terrore a Parigi, spari sugli Champs-Élysées: morti poliziotto e aggressore

La Francia ripiomba nell’incubo. Altro sangue. La notizia rimbalza subito in tutto il mondo: spari sugli Champs Elysées a Parigi. Un poliziotto è rimasto ucciso e un altro gravemente ferito alla testa. Un aggressore è stato a sua volta abbattuto dai colpi degli agenti. Ma, secondo alcuni testimoni citati da Bfmtv, gli aggressori sarebbero stati due.

Numerosi agenti di polizia muniti di scudi si sono immediatamente schierati sulla Avenue, dove sono sopraggiunte decine di camionette delle forze di sicurezza. Chiuse per precauzione la stazione della metropolitana Franklin Roosevelt e George V. L’uomo che ha aperto il fuoco contro la polizia è stato “neutralizzato”. A comunicare l’uccisione dell’aggressore è stata la prefettura di polizia di Parigi, riferisce il sito di Le Figaro. La zona è stata chiusa dalla polizia. La sparatoria è avvenuta mentre è in corso l’ultimo dibattito televisivo fra i candidati alle presidenziali di domenica.

L’attacco, a colpi di kalashnikov – “una sparatoria violenta”, secondo i primi testimoni -, è avvenuto nei pressi di un grande magazzino “Marks & Spencer”, di fronte alla brasserie Fouquet’s. Un altro assalitore, in fuga, si sarebbe rifugiato in un garage della zona. Nuovi colpi d’arma da fuoco sarebbero stati uditi non lontano dalla prima sparatoria.

La ricostruzione dell’attacco fatta in base alle testimonianze è ancora molto contraddittoria. Gli assalitori – uno o due a seconda dei testimoni – sarebbe arrivati in auto e sarebbero scesi imbracciando un kalashnikov e facendo fuoco sugli agenti che erano di ronda nei pressi di una fermata della Metro. Secondo altre fonti, l’aggressore (o gli aggressori) avrebbe fatto fuoco da un’auto su un pulmino della polizia che era fermo al semaforo rosso. Quest’ultima ricostruzione è stata in qualche confermata più tardi dal ministro dell’Interno.