Terremoto, esasperazione e rabbia: il grido di dolore di una donna contro il governo (video)

Esattamente mentre le popolazioni colpite dal terremoto protestavano in piazza a Roma, o bloccando la strada statale Salaria, ormai stremati dall’attesa perenne e da uno stato di precarietà endemizzata dalla lentezza con la quale si muove la macchina della ricostruzione, la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, ribadiva – con tono affranto e richiami autorevoli – che le comunità colpite dal sisma sanno che «il governo è accanto a loro, come è stato fin dal primo giorno», e che «ricostruiremo borghi e paesi dove erano prima». Una promessa disattesa che scatena rabbia e dolore in chi, come la donna esasperata, protagonista del video riportato in apertura, testimonia una volta di più.

Terremoto, il grido di dolore di una donna esaperata

Durante la manifestazione dei giorni scorsi a Roma, organizzata per chiedere risposte concrete, le popolazioni colpite dal terrremoto si sono dimostrate ormai allo stremo delle forze, a dir poco esacerbate, dalla continua melina dell’esecutivo. Un progressivo procrastinare iniziative e decisioni che lede quotidianamente, ormai da mesi e mesi, il diritto al rispetto e alla decenza di persone che, come dice in particolare Francesca, la signora protagonista del video, sono «anziani, donne e bambini che hanno perso tutto, la cui dignità è finita sotto terra».

Rabbia e dolore: e la signora li indirizza tutti all’esecutivo

E nel denunciare esasperazione e rabbia ad ogni parola, ad ogni richiesta inevasa e promessa non mantenuta, Francesca porta all’attenzione dei media i gravi problemi di vivibilità che dal 24 agosto scorso affliggono la vita delle famiglie di intere comunità. E non le manda a dire, la donna del video: e se la prende direttamente con i politici chiedendo risposte, esigendole subito. «Cosa aspettano, che gli mandiamo l’invito? – urla Francesca ai microfoni dei giornalisti che raccolgono il suo grido di dolore –. Poi conclude: «Dovete dare una risposta, ma non tra una settimana. Oggi»…