Terremoto, 5 scosse nella notte nelle zone già colpite: il centro Italia è in ginocchio

Quasi impossibile tenerne il conto: altre cinque scosse di terremoto sono state registrate dall’Ingv, nella notte, nelle zone di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio, già colpite dal sisma. La più forte è stata quella di magnitudo 2.8 delle ore 1.11 con epicentro vicino ai comuni di Barete, Pizzoli e Capitignano (L’Aquila).

Terremoto, ancora scosse di assestamento in centro Italia

La terra non smette più di tremare. Di assestarsi. Di cercare nuovi equilibri geologici: e tutto a costo della tranquillità dei poveri abitanti del centro Italia, ormai stremati e già messi a dura prova dal sisma da molti mesi. Scosse di assestamento infinite, quelle si stanno susseguendo ininterrottamente nel nostro sottosuolo, alimentando la paura e allontanando sempre di più il miraggio della ricostruzione e la speranza di un possibile ritorno alla normalità. E allora, è ancora ansia e preoccupazione nelle stesse zone già duramente colpite dal sisma, in Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio: rispettivamente alle ore 00.57 e alle ore 2.31, sono state registrate due scosse, la prima di magnitudo 2 e la seconda di magnitudo 2.5. Un’altra scossa, alle ore 4.18, è stata di magnitudo 2.1 e in tal caso i comuni più vicini all’epicentro sono stati Castelsantangelo sul Nera, Ussita (Macerata) e Norcia (Perugia). Infine, alle 6.36, una scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata in provincia di Perugia: i comuni più vicini all’epicentro sono stati Cascia, Norcia e Poggiodomo.

Colpite le zone già devastate: intere regioni in ginocchio

Senza tregua, continuamente allarmati da nuovi sciami sismici quando sono appena uscite dall’incubo maltempo che le ha sferzate per interminabili settimane, le popolazioni delle zone terremotate continuano a vivere una realtà quotidiana fatta di disagi e di paura. Di ansia e di continua emergenza. E allora, soccorsi nell’immediato e poi abbandonati subito dopo, ma sempre risoluti nel trovare autonomamente una soluzione al dramma che stanno vivendo dall’agosto dello scorso anno, i sopravvissuti al terremoto provano ad andare avanti anche con aiuti dispensati col contagocce. Una situazione grave, fotografata anche dall’entità numerica degli aiuti richiesti dai terremotati che, variano da caso a caso, da frazione a frazione delle zone coinvolte dal dramma del sisma, e che in realtà denunciano ininterrottamente dal 24 agosto un’unica grande urgenza continua: il bisogno di aiuto richiesto dalla nutrita popolazione del centro Italia che, dal terremoto, è stata defraudata di dignità e conquiste raggiunte e mantenute col sacrificio di anni di lavoro e di rinunce e che ora è chiamata ad affrontare la rinuncia più grande: quella al diritto ad una vita serena.