Svezia, il terrorista era un richiedente asilo. Salvini: “Che dicono i buonisti”?

Stoccolma e San Pietroburgo, le ultime due tappe del terrore. E allora, il jihadista del Kirghizistan sparito dal radar dei controlli alla frontiera per almeno un anno, durante il quale sembra sia stato in Turchia, pronto poi a riapparire in Russia e a colpire nella metropolitana di San Pietroburgo, lo spietato attentato in cui sono morte 14 persone e moltissime altre sono rimaste ferite e tuttora alle prese con interventi chirurgici e lunghe convalescenze. Il terrorista uzbeko che a Stoccolma, alla guida di un camion, ha travolto e ucciso 5 persone e ferito altri 15 passanti è un profugo accolto in Svezia dal 2014, a cui era stata rigettata la richiesta di asilo politico. Liberi di entrare, uscire, trattenersi e uccidere, là dove sono stati accolti e ospitati…   

Strage di Stoccolma: l’attentatore aveva richiesto asilo

Dunque, un ulteriore tassello investigativo si aggiunge alle indagini sulla strage di Stoccolma: la polizia svedese ha reso noto che il 39enne uzbeko ritenuto il responsabile dell’attentato di venerdì scorso – quando l’immigrato alla guida di una camion è piombato sulla folla nel centro cittadino – aveva fatto richiesta di permesso di soggiorno permanente nel 2014: richiesta che gli era stata rifiutata lo scorso giugno, quando gli era stato notificato l’ordine di  rimpatrio. Da allora l’uomo aveva fatto perdere le sue tracce e oggi, alla luce dei tragici fatti dello scorso fine settimana, ci si interroga se il rigetto della domanda di asilo possa aver contribuito ad alimentare il desiderio di strage e di vendetta che ha mosso la mano assassina del terrorista uzbeko. Non che questi terroristi obbedienti al verbo assassino di predicatori e istigatori di odio e di violenza abbiano bisogno di una scusa o di un incentivo personale per compiere le stragi efferate che poi mettono a segno… Intanto, mentre le speculazioni continuano a ipotizzare moventi e a ricostruire collegamenti, la procura svedese ha confermato che un secondo sospetto è stato arrestato per l’attacco di Stoccolma con l’accusa di “terrorismo ed omicidio”. La portavoce della procura ha detto alla Dpa che il procuratore capo Hans Ihrman ha deciso al momento di non fornire dettagli sull’identità del secondo uomo nelle ultime ore al centro dell’indagine. Anche perché sembra che ci sarebbero meno prove a carico nei suoi confronti rispetto a quelle che gli inquirenti hanno per il 39enne uzbeko che si ritiene fosse alla guida del camion che ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre 15.

Attentato di Stoccolma: annunci, smentite e nuove conferme

E proprio riguardo le vittime, in queste ore si appreso che due delle quattro persone che hanno perso la vita nell’attentato di Stoccolma di venerdì scorso erano di nazionalità svedese, una era britannica ed una quarta belga. Lo ha reso noto oggi  la polizia svedese. Non solo: un portavoce della polizia di Stoccolma, Jan Evensson, avrebbe anche annunciato che al momento le persone fermate per l’attentato di Stoccolma sarebbero cinque – e non due, dunque – ma non ha però voluto fornire ulteriori dettagli, precisando che continua la ricerca di possibili altri complici e simpatizzanti.    

Gli interrogativi polemici di Matteo Salvini

Su tutto questo, allora, si è polemicamente inserito il leader leghista Matteo Salvini che, commentando su Facebook gli ultimi aggiornamenti sul caso del terrorista uzbeko, ha postato: “L’attentatore di Stoccolma è un profugo  che doveva essere espulso. L’accoltellatore di Milano è sbarcato a  Lampedusa ed è stato già arrestato cinque volte. Che dicono Boldrini,  Renzi, Alfano, Roberto Saviano, Saverio Tommasi, Selvaggia Lucarelli e buonisti vari? Blindare i confini e bloccare gli sbarchi, con ogni  mezzo. Il resto è complicità”…