Strage di Erba. L’ira del padre: «Nessuna novità, Olindo e Rosa sono gli assassini»

«I colpevoli sono in carcere e questo nuovo incidente probatorio non cambierà la verità». Giuseppe Castagna commenta così la decisione della Cassazione di annullare con rinvio, per nuovo esame, l’ordinanza con la quale la corte d’Appello di Brescia aveva dichiarato inammissibile la richiesta di incidente probatorio su sette nuovi elementi di prova avanzata dai coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba. Giuseppe Castagna nella strage dell’11 dicembre 2016, ha perso la sorella Raffaella, la mamma Paola Galli e il nipote Youssef di soli 2 anni. «Io credo che le prove contro Olindo e Rosa siano chiare: ci sono più confessioni fatte da entrambi, c’è la testimonianza di Mario Frigerio e c’è la traccia di sangue sull’auto della coppia», sottolinea. 

«Nessuna prova può ribaltare la sentenza di Erba»

«Anche se trovano un capello di un estraneo, che potrebbe essere tranquillamente di una delle tante persone intervenute quella sera fra i soccorritori, cosa cambia di fronte a tre gradi di giudizio che hanno riconosciuto, senza alcun dubbio, che sono stati loro?», è quello che si chiede Giuseppe Castagna. Insieme al fratello Pietro e a papà Carlo hanno seguito tutti i processi e sono sempre stati convinti che “giustizia è stata fatta”. La decisione della Cassazione “so che non mi cambierà la verità. I nuovi accertamenti, se mai dovessero portare a un risultato, non potrebbero mai cancellare le prove contro i coniugi Romano”. Se la difesa di Olindo e Rosa prova a “riaprire” il caso, anche suo cognato Azouz Marzouk è soddisfatto dei nuovi accertamenti, convinto che sulla strage di Erba occorra ancora fare pienamente giustizia. «Io sono sereno – conclude Giuseppe Castagna -. Credo che sia ora di mettere la parola fine a questa storia, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie».