Slovacchia, l’estrema destra miete consensi tra i giovani: «L’Ue è finita»

Non c’è solo l’Ungheria di Viktor Orban a turbare i sonni politcamente corretti dell’Europa. C’è anche la Slovacchia  del partito popolare di estrema destra Slovacchia Nostra (Lsns), che, appena nato, ha già ottenuto l’8 per cento dei voti, portando 14 deputati in Parlamento. È un partito giovane destinato, secondo gli osservatori politici, a un futuro boom elettorale. La Stampa di Torino ha pubblicato un preoccupato reportage da questa nuova realtà nel cuore dell’Europa. Così dice al giornale torinese un dei massimi dirigenti del nuovo partito, appena 32enne:  «Non abbiamo fretta, non entreremo in nessuna coalizione, se tra due o tre tornate avremo la maggioranza e se l’Ue esisterà ancora faremo un referendum per uscire e poi un altro contro i criminali dell’Alleanza Atlantica».

«Nel 2014 – continua La Stampa – il già  presidente regionale Kotebla espose al balcone del suo ufficio sulla bella piazza di Banska Bystrica lo striscione “Fuori dalla Nato, Yankee go home” e due anni dopo, sempre qui dove il monumento alla memoria dell’armata rossa affianca la statua della Madonna e la frequentatissima cattedrale, srotolò una grande bandiera russa accanto a quella slovacca. Non c’e traccia del vessillo europeo» .«Tutto è iniziato nei primi anni ’90 – si legge ancora sul quotidiano torinese –  come controcultura giovanile, il rock, gli skinheads neri moltiplicatisi dopo la caduta del regime, ci sono ancora molti gruppi cosi ma Kotleba, dopo averci provato più volte cozzando contro la Costituzione, è riuscito a crearsi uno spazio politico che raccoglie varie sigle e risulta convincente per il 25% dei giovani».

La Slovacchia è certo un piccolo Paese. Ma è un nuovo, potente indicatore del malessere delle nuove generazioni europee che non sanno  vedere il loro futuro in “questa” Europa.