Siria, aumentano le vittime della strage dell’Isis agli autobus di profughi

Sono almeno 126 le vittime dell’esplosione terrorista compiuta dall’Isis che ha colpito un convoglio di autobus, a ovest di Aleppo, in Siria, sul quale viaggiavano centinaia di persone evacuate dai villaggi sciiti di Kefraya e al-Foua. Lo hanno riferito i Caschi bianchi siriani, il discusso corpo di volontari che opera solo nelle zone controllate dagli jihadisti e che distribuisce unilateralmente foto e informazioni sugli attentati. A provocare l’esplosione sarebbe stato un terrorista suicida a bordo di un’autobomba, ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani, nei pressi di un deposito dei bus sui quali gli sfollati attendevano di salire per essere trasferiti nelle aree governative. L’esplosione ha colpito ad al-Rashidin, località alla periferia occidentale di Aleppo in mano ai ribelli, investendo in pieno il convoglio dei bus con a bordo le persone evacuate dai villaggi sciiti di Kefraya e al-Foua. I bus erano in attesa di entrare ad Aleppo nel quadro dell’accordo che prevede l’evacuazione di Kefraya e al-Foua, nel Rif di Idlib, in cambio di quella delle città di Zabadani e Madaya, nel Rif di Damasco, assediate dai miliziani filo-governativi di Hezbollah. Gli abitanti dei villaggi sciiti dovrebbero raggiungere Aleppo, mentre quelli di Zabadani e Madaya sono diretti nella provincia di Idlib, roccaforte dell’Isis.

L’Isis colpisce l’esercito: 10 morti in un attentato analogo

Non è l’unico attentato dell’Isis in Siria, anche se il secondo è stato oscurato dalle notizie sui bus di profughi. E’ di almeno 10 morti e diversi feriti il bilancio dell’esplosione che ha colpito una postazione dell’esercito siriano nella provincia di Latakia, roccaforte del governo di Bashar al-Assad. Lo ha riferito l’emittente iraniana Press Tv, che parla di un’autobomba azionata con un telecomando a distanza. L’attacco è avvenuto nella città di Salma. Questo secondo attentato spiega anche il primo: le autobomba sono peculiarità esclusiva dei terroristi islamici dell’Isis, poiché l’esercito del governo siriano non è mai ricorso ad attentati o bombe, essendo questa una caratteristica dei terroristi islamici. Da rilevare che la stampa internazionale, così come le organizzazioni internazionale come la Ue, non hanno espresso valutazioni sulla matrice dell’attentato, di chiara marca Isis, mentre non hanno esitato ad accusare il governo di Damasco per il presunto attacco chimico a Idlib,  senza prova di alcun genere.