Savona, Janira D’Amato uccisa dall’ex fidanzato con quindici coltellate

Un pugnale nascosto tutto il giorno nelle tasche dei pantaloni, anche quando è entrato nella casa della sua ex per chiederle di recuperare i suoi effetti personali. Poi la follia omicida e quella raffica di colpi. Ad Alessio Alamia, il 20enne che ieri in tarda serata ha ucciso a coltellate la ex fidanzata Janira D’Amato, 21 anni, in un appartamento di piazza Morelli, a Pietra Ligure, nel savonese, è stata contestata l’accusa di omicidio volontario premeditato. Il
ragazzo ha confessato nella notte il delitto davanti ai carabinieri e  agli inquirenti e si trova rinchiuso in carcere a Imperia in stato di fermo.

Janira uccisa dall’ex fidanzato per gelosia

Durante il lungo interrogatorio in procura a Savona sono state ricostruite le ultime ore prima della tragedia. Dietro il delitto l’incapacità di lui di accettare la fine del rapporto con la ragazza e la gelosia. I due si erano lasciati da poco tempo. Dopo diversi rifiuti ieri la giovane aveva accettato di incontrare il 20enne per recuperare alcuni effetti personali lasciati a casa di lui. Qui si sarebbe innescata una discussione, culminata nell’aggressione. Il ragazzo aveva con sé un pugnale, che, secondo quanto spiegato agli inquirenti, aveva tenuto in tasca tutto il giorno. Il 20enne si è scagliato contro la ex colpendola con diversi fendenti, uno dei quali alla gola. Dopo il delitto il giovane si è rivolto a uno zio, e poi si è presentato nella caserma dei carabinieri di Loano, nel savonese, e in seguito ha confessato l’omicidio. Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dal pm di Savona, Daniela Pischetola. In attesa dell’autopsia, che sarà fissata nei prossimi giorni, il medico legale Marco Canepa a tarda sera ha effettuato un primo esame sul corpo. La giovane sarebbe stata colpita da almeno 15 coltellate. Intanto Alamia, difeso dagli avvocati Alessandro Vignola e Andrea Frascherelli, sarà sentito lunedì dal gip per la convalida del fermo.