Strage di San Pietroburgo, fermati sei migranti originari dell’Asia centrale

Sei migranti originari di paesi dell’Asia centrale sono stati fermati a San Pietroburgo perché sospettati di attività di reclutamento di loro connazionali per al Nusra e l’Isis, ha reso noto il Comitato inquirente citato dall’agenzia di stampa Interfax. Gli inquirenti non hanno informazioni relative a eventuali legami, anche solo di conoscenza, fra le sei persone fermate a San Pietroburgo e l’attentatore della metropolitana, ha precisato il Comitato inquirente. Si sta indagando in questa direzione. Nel frattempo, gli inquirenti confermano che l’attentatore Akbarzhom Jalilov aveva la fedina penale pulita: “Non aveva precedenti e non era mai stato nel mirino della polizia. Il suo nome non era fra quelli degli estremisti inseriti nei database dell’intelligence”, ha spiegato una fonte informata citata dall’agenzia Tass. Intanto, i genitori del presunto attentatore sono arrivati a San Pietroburgo dal Kirghizistan, dove risiedono. Dovranno identificare i resti del figlio Akbarzhon Jalilov, il giovane kirghiso che aveva ottenuto la cittadinanza russa su cui cadono i maggiori sospetti, indicato come l’autore della carneficina in metropolitana.