Roma, ma se le strade le spazzano i migranti l’Ama non la paghiamo più?

Ormai sono decine e decine. Vere e proprie legioni. Armati di ramazza e paletta si piazzano su un marciapiede di un quartiere romano e spazzano via i rifiuti, le cicche, le cartacce abbandonate dai romani sporcaccioni. Li accompagna un cartello: “Voglio integrarmi e perciò pulisco le vostre strade”. Chiedono un’offerta. Il testo del cartello è sempre uguale, gli spazzini improvvisati sempre diversi. Quando si riposano parlano al cellulare. Spesso sono nordafricani, ma anche i rom si fanno vedere nell’insolita veste di netturbini fai-da-te. Avevano iniziato i vip alla De Gregori, ora sono i migranti ad arginare l’incuria delle strade capitoline.

Dilagano per una Roma sempre più sporca e trascurata. Dietro c’è un’organizzazione che li sfrutta, un racket, come sostengono coloro che non vedono di buon occhio l’iniziativa? Oppure è solo una forma di volontariato inventata per non sembrare ospiti parassitari in un paese dove il numero di migranti è giunto al livello di guardia? Certo è difficile crederlo visto che queste squadre di pulizia sono apparse tutte insieme e in varie zone di Roma ma con lo stesso cartello per tutti. O, ancora, potrebbe essere l’idea di un lavoro socialmente utile (e gratuito) magari da regolarizzare in seguito. Come a Milano: dove il Comune vorrebbe occupare i profughi nella pulizia domenicale dei parchi, stabilizzandoli. 

Il dibattito è aperto e si fa ogni giorno più animato. I cittadini si accapigliano: ci sono i “generosi”, per i quali la mancia da lasciare deve essere superiore a quei pochi centesimi che i romani distratti lasciano cadere dinanzi ai cartelli dei pulitori e ci sono gli “istituzionali” che fanno notare come l’Ama a Roma è già abbondantemente foraggiata dai cittadini ed è suo compito tenere pulite le strade. E poi ci sono anche quelli che denunciano una nuova forma di sfruttamento delle persone: se i nordafricani puliscano per pochi spiccioli perché assumere nuovi operatori ecologici con regolare contratto? E infine ci sono i catastrofisti che fanno notare – e non hanno torto – che se i cassonetti restano stracolmi e la differenziata non parte le ramazzate di tanto in tanto di questi migranti non servono proprio a nulla. Ancora, c’è chi si rivolge ai grillini: Raggi e Grillo ma non vi accorgete di nulla? Fate finta di non vedere? E’ questo il modo in cui risolvete il problema della monnezza a Roma? 

Roma infatti è sempre a rischio emergenza: gli impianti Ama di via Salaria e Rocca Cencia sono al collasso, a Malagrotta il trattamento dei rifiuti è sensibilmente diminuito e la Capitale dipende da altre regioni per il trattamento dei rifiuti indifferenziati, spendendo 170mila euro al giorno. Inoltre per mandare l’indifferenziato in Austria si spendono 200mila euro alla settimana. Un sistema che va urgentemente riformato. Il vero nodo è lì, i migranti spazzini servono solo come arma di distrazione di massa.