Roma, il M5s perde pezzi anche nei Municipi. Nel XIII Giorgi passa con FdI

Immobilità amministrativa e mobbing politico. Il disastro a Cinquestelle, a Roma, non riguarda solo il Campidoglio. Anche i Municipi navigano in acque tormentate, per cause che, come per il Comune, si riassumono nelle categorie delle faide e delle inefficienze. Ma c’è chi non ci sta, e il Movimento 5 stelle perde pezzi. L’ultimo al Municipio XIII, dove la giovane consigliera Isabel Giorgi ha detto addio ai grillini per aderire al gruppo di Fratelli d’Italia

Giorgi: «Ho subito mobbing politico»

«Ho subito del mobbing politico da parte del mio gruppo», ha denunciato la 21enne studentessa universitaria Giorgi. Le cronache del palazzo municipale parlano di mugugni per il fatto che Giorgi non aveva alzato un muro rispetto ai consiglieri degli altri gruppi. «Sembra che nel Movimento non abbiano gradito la libertà della portavoce. Era l’unica a non farsi problemi quando si trattava di prendere un caffè con noi. Peraltro si trattava solo di un gesto di cortesia», hanno riferito a Repubblica alcuni consiglieri di minoranza.

Lasciano anche due presidenti di commissione

A monte della decisione di lasciare i Cinquestelle vi sarebbe però anche qualcosa di più serio: la paralisi amministrativa in cui il M5s ha sprofondato il Municipio, quello che sovraintende al popoloso ed esteso quartiere Aurelio. Tra Giorgi e la presidente grillina Giuseppina Castagnetta vi sarebbe stato anche un diverbio nei corridoi, tanto fragoroso da non poter passare inosservato. Si potrebbe pensare a un problema personale o, forse, all’irrequietezza della consigliera, magari legata all’età. Ma che dire allora dei due presidenti di commissione, Augusto Ligi e Davide Federici, che hanno lasciato l’incarico e che sono in predicato di passare anche loro in altro gruppo?

Dal XII al VII, il M5S nei guai in tutta la città

E nemmeno si può parlare di un Municipio “sfortunato”: anche nel Muncipio XII, la consigliera Francesca Grosseto aveva detto basta al gruppo del M5S per passare con FdI. Non solo, nello stesso Municipio un altro consigliere pentastellato, Massimo Di Camillo, si è dovuto autosospendere per incompatibilità: è anche titolare di un asilo e, da consigliere, pare si sia opposto all’apertura di un altro nido nelle vicinanze. Infine, ma solo per chiudere questa carrellata tanto rapida quanto non esaustiva, c’è il caso del Municipio VII, dove si è appena dimesso lo stesso presidente, Paolo Paci, lamentando da parte della maggioranza Cinquestelle «una feroce opposizione preconcetta, che provoca danni e ritardi al territorio».