Ricatti a sfondo sessuale con accuse false, famiglia di rom nei guai

Un’altra storia di ricatti a sfondo sessuale. Protagonista in negativo una famiglia di rom. La vittima è un uomo di 60 anni “colpito” con accuse false e costretto a versare la prima somma richiesta, di circa duemila euro. La vittima credeva così di aver risolto il problema e di aver evitato una possibile compromissione dei rapporti familiari e lavorativi ma i presunti aguzzini si sono rifatti vivi con una nuova richiesta. Così si è deciso a denunciare tutto. E così gli agenti hanno arrestato Vasile Bobi Botea, 24 anni, rumeno, con l’accusa di estorsione unitamente a due donne, risultate poi essere la sorella e la moglie.

La vittima dei ricatti a sfondo sessuale 

La vittima, che lavora nel centro di Foggia, è conosciuta come una persona di indole generosa. Sarà stato forse per questo che è stato avvicinato da una nomade, di etnia rom, già da lui conosciuta in quanto era solita chiedere l’elemosina ai passanti. Quest’ultima gli ha chiesto di regalarle 2000 euro, a suo dire necessari per tornare al suo paese di origine. Di fronte al rifiuto dell’uomo, lo ha ricattato accusandolo di aver avuto dei rapporti sessuali con lei in seguito ai quali sarebbe stato concepito un figlio. Inoltre lo avrebbe minacciato di rivelare tutto alla moglie e ai suoi datori di lavoro se non avesse consegnato il denaro. L’uomo, pur essendo estraneo a queste accuse, dopo prolungate insistenze e credendo che avrebbero potuto infangare la sua reputazione, ha ceduto e così il 23 marzo ha consegnato la somma richiesta, peraltro ingente per le proprie disponibilità finanziarie. Il giorno successivo si è fatta avanti un’altra donna della stessa etnia rom, che pretendeva la stessa cifra, asserendo di avere delle foto compromettenti sul suo telefonino in cui l’uomo era ritratto in atteggiamenti equivoci con la figlia della nomade di due anni.

Le minacce della famiglia rom

Anche in questo caso sono partite le minacce di rivelare tutto ai suoi cari e di fargli perdere il posto di lavoro. Sempre per i ricatti a sfondo sessuale. Infine il sessantenne è stato avvicinato da Vasile Bobi Botea che, rincarando le minacce, gli ha ordinato di consegnare la somma entro il 29 marzo. A quel punto,esasperato, il sessantenne ha denunciato tutto alla polizia che nel giorno  fissato per la consegna del denaro si è fatta trovare sul luogo convenuto dalla vittima con l’estorsore e ha bloccato quest’ultimo che aveva appena ricevuto i soldi. Dalle indagini è emerso che la sorella
dell’uomo è scappata in Romania.