Renzi steward: «Alitalia funziona». Già, come funzionava lui a Palazzo Chigi

Così s’è anche improvvisato steward di Alitalia, Matteo Renzi. E però c’è da capirlo e compatirlo. È più forte di lui. Alla spasmodica ricerca di consenso, l’ex premier, con l’odierna performance, ha però assestato un colpo definitivo alla società Alitalia. Saranno gli spasmi da defezione per le prossime primarie Pd o, forse, i travasi di bile per le “incomprensioni” col suo Gentiloni: fatto sta che il giovanotto di Rignano non ne imbrocca più una. Più insegue la simpatia e la sintonia con i cittadini più toppa. Cosicché, nell’intento di invertire la rotta schianta anche quel che resta di Alitalia: “Perché Alitalia funziona, alla faccia di quelli che ne parlano male” ha gioiosamente frignato sull’aereo in volo verso Bruxelles, dove ha fissato la chiusura della sua campagna per le primarie. Ma davvero funziona Alitalia? Già, funziona così bene che sta per chiudere. Funziona così bene che sta per lasciare a terra 12mila e passa dipendenti. Funziona così bene che riesce a perdere decine di milioni al mese, mentre mantiene contratti da favola per i suoi incapaci manager. Funziona, infine, così bene Alitalia che nessuna delle maggiori compagnie esistenti ha espresso la volontà di rilevarla. Neppure quei simpaticoni del Qatar, amici suoi, hanno intenzione di mettere mano al portafogli e salvare quella che fu la nostra compagnia di bandiera e che proprio lui, il Renzi steward, assicurò solo due anni addietro essere solida,  stabile e affidabile. Un funzionamento perfetto. Come la stagione di Renzi a Palazzo Chigi.