Raid in Siria gestito da due donne. Nelle nostre Forze armate sarebbe possibile?

E’ stato gestito da due donne l’attacco in Siria contro la base di al-Shayrat, le comandanti Usa Andria L. Slough e Michelle Howard. In Italia sarebbe possibile? Ci vorranno ancora anni ma le donne nelle nostre Forze armate stanno facendo passi da gigante e un traguardo del genere non è poi così lontano. Nel giro di pochi anni saranno al comando di battaglioni, gruppi di volo e grandi unità navali. «La formazione, l’addestramento e l’impiego del personale militare non vedono differenziazioni tra uomini e donne»,  dice il Capitano Anna Polico, portavoce del Capo di Stato Maggiore della Difesa, già alla guida di reparti blindati nelle operazioni “Antica Babilonia” in Iraq e “Leonte” in Libano.

Donne nelle forze armate, il primo impegno risale nel 2002

L’ingresso delle donne nelle forze armate è una conquista relativamente recente, era il 2000, quindi le prime donne generale o ammiraglio dovrebbero essere nominate intorno al 2029. «Il principio
della meritocrazia e non il genere guida i processi per l’avanzamento di grado: fermo restando il superamento di corsi e l’espletamento di periodi di comando e imbarchi, la progressione di carriera offre le stesse possibilità a tutto il personale militare indipendentemente dal genere. Oggi – continua il Capitano Anna Polico – uomini e donne operano insieme in tutte le attività che vedono impegnate le forze armate sia in Patria sia all’estero». Nel 2002, appena completato il previsto iter addestrativo, per la prima volta le donne sono state impiegate nei Balcani. «Da allora, tutte le operazioni di peacekeeping e le missioni di supporto alla stabilità vedono la presenza della componente femminile, che ricopre tutti gli incarichi, compresi quelli di comando delle unità».

Le missioni all’estero

L’impiego del personale femminile ha permesso di raggiungere gli obiettivi delle missioni all’estero «con maggiore efficacia, grazie alla possibilità di interagire con la totalità della popolazione locale. Nei contesti di cultura e religione differenti il contatto con le donne, generalmente permesso solo ad altre donne, è stato reso possibile grazie alla presenza della componente militare femminile», aggiunge Polico, tra le “pioniere” del settore essendo entrata in Accademia nel 2000 con il primo concorso utile. Le donne nella forze armate sono una realtà consolidata. Hanno superato quota settemila e sono ammesse in ogni specialità e incarico, con una progressione di carriera identica a quella degli uomini.