Pulmann del Borussia, non fu terrorismo ma bieca speculazione

Non ci sono indicazioni sul fatto che l’attentatore del Borussia Dortmund, arrestato oggi dalla polizia tedesca, abbia avuto dei complici. Ad affermarlo è la portavoce della procura di Karlsruhe, Frauke Koehler, spiegando tuttavia che le autorità mantengono aperta ogni ipotesi. Secondo il procuratore, l’uomo fermato è un 28enne russo-tedesco che voleva speculare sul ribasso delle azioni del Borussia Dortmund, immaginando che sarebbero precipitate dopo l’attacco. “Ha comprato trediversi tipi di titoli, la maggior parte il giorno dell’attacco”, ha detto la portavoce, aggiungendo che per il loro acquisto aveva richiesto un prestito di diverse decine di migliaia di euro. Secondo Koehler “il profitto sarebbe stato tanto più alto, quanto più forte il crollo delle azioni”. L’uomo avrebbe acquistato dall’hotel in cui alloggiava la squadra di calcio un pacchetto di 15 mila opzioni, per il valore di 78 mila euro. Se le azioni del Borussia fossero crollate, avrebbe avuto un profitto milionario, scrive la Bild on line: fino a 3,9 milioni di euro. Nell’attentato erano rimaste ferite due persone, un calciatore e un poliziotto. Sergei W. è stato arrestato dagli agenti del GSG9, unità di élite della polizia tedesca. Come si ricorderà, l’11 aprile scorso tre ordigni erano esplosi al passaggio dell’autobus della squadra diretto allo stadio.