Prosegue senza sosta la caccia al killer serbo. Migliora la guardia ferita

Setacciate palmo a palmo le campagne tra Bologna e Ferrara; nessun dettaglio, anche il più piccolo, viene tralasciato, in attesa degli esiti di un accertamento tecnico urgente al Ris di Parma, sui reperti trovati nel Fiorino rubato utilizzato dall’omicida della guardia volontaria, Valerio Verri, una sola cosa è certa: la caccia al killer di Budrio stringe sempre di più il cerchio intorno a Norbert Feher il serbo alias Igor Vaclavic, responsabile di due omicidi e, forse, ferito.

Killer di Budrio, continua la caccia all’uomo

Dunque, sono attesi in giornata i risultati di un accertamento tecnico urgente al Ris di Parma, alla presenza delle parti, sui reperti trovati nel Fiorino rubato usato dal killer che, ad oggi, ha già ucciso 2 uomini: il barista di Budrio e la guardia volontaria, Valerio Verri. Si tratta di materiale vario, tra cui vestiti e anche tracce di sangue che probabilmente sarà comparato anche con oggetti raccolti all’esterno del locale di Riccardina di Budrio dove è stato ucciso Davide Fabbri. L’avviso e’ stato notificato al difensore della famiglia di Fabbri, l’avvocato Giorgio Bacchelli, e al difensore d’ufficio di Faher/Vaclavic, l’avvocato Cesare Pacitti, che era stato nominato quando il fascicolo del Pm Marco Forte era ancora contro ignoti, in vista dell’autopsia. Poi l’inchiesta per omicidio è diventata contro una persona nota, il 41enne fuggiasco, indagato a questo punto per due delitti, col nome di Norbert Feher dalla procura di Bologna, e di Igor Vaclavic da quella ferarrese. «Siamo in attesa dei risultati degli accertamenti tecnici», ha confermato l’avvocato Pacitti. È arrivato anche il primo responso tecnico su bossoli e sulle ogive trovati nei luoghi dei due omicidi. È emersa una probabile compatibilità ma, per avere la certezza che a sparare sia stata un’unica pistola, serviranno ulteriori verifiche.

Migliorano le condizioni della guardia ferita dal killer serbo

E mentre prosegue senza sosta la caccia all’uomo, si apprende con sollievo che migliorano le condizioni di Marco Ravaglia, la guardia provinciale ferita sabato scorso nelle campagne del Ferarrese dal fuggiasco Igor Vaclavic/Ezechiele Norbert Feher, il killer serbo ancora a piede libero, che ha sparato 5 colpi uccidendo il collega di Ravaglia, Valerio Verri. Ravaglia è stato fatto uscire dal coma farmacologico indotto al momento del ricovero d’urgenza anche se «è sempre nel reparto di terapia intensiva, in prognosi riservata – chiarisce il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani –, però sta meglio e ha passato una buona notte. Credo che il peggio sia alle spalle, anche se oggi subirà un piccolo intervento al braccio».

L’appello del cappellano del carcere di Ferrara

Nel frattempo, un appello a Igor/Ezechiele perché  si costituisca, è arrivato dal cappellano del carcere di Ferrara, don Antonio Bentivoglio, che insieme ai catechisti dell’Arginone si è rivolto a quell’Igor che lui stesso ha conosciuto in carcere e ha battezzato proprio con il nome di Ezechiele. «Ci sono centinaia di persone – scrive don Antonio – con famiglie a casa, che ora mettono a repentaglio la loro vita e a rischio i loro affetti per fermare questo orrore, per fermare te… e ti chiediamo di consegnarti ed evitare altre irreparabili tragedie e scontri». Non solo: da quanto menzionato dal religioso, si apprende con stupore che il ricercato serbo in carcere partecipava alla vita religiosa e cantava nel coro ecclesiale. Sul suo profilo Facebook, allora, compare anche una foto proprio con il cappellano che il killer definisce «un grande amico». Racconti e episodio che non fanno altro che alimentare i dubbi sulla personalità enigmatica dell’assassino in fuga.