Proposta la radiazione dall’Ordine per Claudio Sauro, il medico anti-chemio

«Vi faccio consapevoli che verrò radiato dall’Ordine», annuncia su Fb il dottor Carlo Sauro. L’Ordine dei medici di Verona ha infatti aperto un procedimento disciplinare a carico del medico veronese per le posizioni espresse riguardo alla chemioterapia e alla cura di tumori. Il dottor Sauro da anni, infatti, propone anche attraverso siti Internet dei protocolli di chemioterapia naturale a bade di erbe e prodotti fitoterapici. Quanto basta per farlo considerare, dall’Ordine, un soggetto depistante per i malati. Nel procedimento disciplinare avviato, si sostiene che “in qualità di medico ed esperto di fitoterapia pubblicato e quindi proposto ai pazienti un protocollo chiamato chemioterapia naturale, volto secondo sua indicazione a prevenire e trattare le malattie tumorali in maniera naturale evitando la chemioterapia”. Informazioni che sarebbero state diffuse su un gruppo Facebook sul tema o direttamente sul suo profilo Facebook o in altri siti. Il giudizio è stato fissato per il 23 maggio nella sede dell’Ordine di Verona. Nelle pubblicazioni web passate in rassegna, si legge ancora nella comunicazione, “la proposta di trattamenti non convenzionali appare ambiguamente od esplicitamente volta a sottrarre i pazienti a trattamenti comprovati ed efficaci, non contiene l’esplicita menzione che alcune informazioni riguardano studi di ricerca di base e clinical trial non ancora validati per la normale pratica clinica, configurando quindi mancanza di informazione e divulgazione e informazione prudente, che non alimenti aspettative inadeguate”. 

L’Ordine contesta a Sauro anche di “aver sempre via web dichiarato di aver proposto/consigliato ai pazienti trattamenti terapeutici non convenzionali, ma anche farmacologici fuori dell’indicazione terapeutica e a dosaggi non autorizzati dall’Aifa, al di fuori di protocolli sperimentali autorizzati, in prescrizione off label, senza acquisizione di consenso informato scritto, senza una chiara presa in carico del paziente, al fine di controllarne l’efficacia e di prevenire eventuali effetti collaterali del farmaco prescritto”. E ancora “di aver sottoposto i pazienti a trattamenti off label, senza idonea documentazione scientifica, avviando una sorta di sperimentazione clinica, non autorizzata, autogestita”. Nella comunicazione inviata al medico si elencano anche gli articoli del Codice deontologico che potrebbero essere stati violati.