Preoccupazioni e timori dopo la vittoria che incorona Erdogan sultano

Commenti più che altro preoccupati nel mondo sul futuro della Turchia: dopo il risultato del referendum costituzionale il presidente Recep Tayyip Erdogan dovrebbe “ricercare un dialogo rispettoso con tutti gi attori della politica e della società civile turca”. Questo il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel e del vice cancelliere e ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel, in una dichiarazione congiunt. Il governo tedesco, in attesa delle valutazioni finali dell’Osce sulla regolarità del voto, riconosce il risultato preliminare del referendum. Le valutazioni dell’Osce, affermano Merkel e Gabriel, avranno “particolare significato”. Significativo anche il fatto che il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev è stato il primo a “congratularsi” con Erdogan dopo l’annunciata vittoria del “sì” al referendum sulla riforma costituzionale che assegna maggiori poteri al leader turco. Lo sottolinea l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu. Tra i primi a felicitarsi con Erdogan c’è stato anche l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al-Thani, che sostiene la guerra dei terroristi islamici in Siria,

Calderoli: interrompere i negoziati Ue con Erdogan

Dall’Italia reazioni preoccupate: “Da oggi, con il referendum farsa, al termine di una campagna elettorale con opposizioni zittite a suon di arresti e censura ai giornali scomodi, un referendum deciso da appena un 1,3 milioni di voti quando le schede contestate e in odore di brogli sono almeno il doppio, la Turchia è ufficialmente diventata un sultanato islamico con tutti i poteri istituzionali nelle mani del dittatore Erdogan, che adesso potrebbe anche ristabilire la pena di morte”. Lo afferma Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e dirigente della Lega Nord. “A questo punto – prosegue – l’Europa abbia un sussulto di dignità e batta un colpo, annunciando la fine di ogni possibile negoziato per l’ingresso della Turchia nella Ue, un Paese che mai potrà fare parte dell’Europa. E comunque complimenti davvero ai geni di Bruxelles, alla Merkel e allo stesso Renzi, che per anni si sono intestarditi illudendosi davvero di aprire le porte dell’Europa a questa Turchia…”. Per l’europarlamentare e vicesegretario federale della Lega Nord Lorenzo Fontana “da oggi la Turchia è una minaccia ancora più aggressiva per l’Europa. Con la vittoria del referendum – al netto di eventuali riconteggi o brogli – il regime islamista di Erdogan, che reprime il dissenso e incarcera i giornalisti, avrà nuovi e più ampi poteri e potrà durare fino al 2029. Per l’Europa diventa ancora più urgente interrompere l’erogazione dei fondi di pre adesione alla Turchia e frenare la politica degli accordi con Ankara, già usati da Erdogan come arma di ricatto. La propaganda islamista di Erdogan è una miccia accesa per le comunità islamiche in Europa”.