Ong, Gasparri contro Legnini: «Intollerabili aggressioni a Zuccaro»

«Ormai sono tanti gli elementi che emergono e che confermano come siano stati fatti i prelievi di persone nelle acque territoriali libiche, come i contatti tra i trafficanti e le Ong siano costanti, come le autorità italiane siano il terminale di questa filiera che ha alla propria origine delle vere bande criminali»: Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, attacca a testa bassa il Csm per le ventilate minacce di azioni disciplinari a carico del procuratore Zaccaro,  che ha osato denunciare le possibili trame losche delle Organizzazioni Non Governatve nella gestione degli immigrati. «Siamo, come spesso accade in Italia, al ribaltamento della realtà. Si minacciano indagini e punizioni a carico del procuratore di Catania Zuccaro attraverso il Csm e il solerte vicepresidente Legnini, mentre si vorrebbero lasciare impunite delle sedicenti Ong che alimentano, probabilmente anche a scopo di lucro, il traffico di clandestini. Non solo ci opporremo in tutte le sedi a questa aggressione persecutoria ma, a partire dell’indagine conoscitiva che FI ha chiesto in commissione Difesa al Senato, metteremo in luce tutte le ambiguità che stanno caratterizzando questa vicenda». 

«I costi -avverte Gasparri- stanno crescendo in maniera esponenziale al punto che in Italia nel 2017 il governo Gentiloni pensa di spendere 5 miliardi per l’accoglienza di stranieri. Occorrono iniziative politiche immediate e ai massimi livelli internazionali per porre fine a questa invasione. Zuccaro ha sollecitato soprattutto le autorità politiche, facendo emergere con chiarezza elementi che sono ben noti ai nostri servizi di informazione vincolati dal segreto. Insomma -dice l’esponente di Forza Italia – si sanno benissimo molte cose che non possono essere negate. Il percorso giudiziario sarà lento e complesso, ma quello politico deve essere breve e immediato. Ponendo anche fine a operazioni come Eunavfor Med ed altre che, sotto il comando dell’italiano Credendino, invece di bloccare coloro che ad esempio portano i gommoni in Libia per alimentare le attività degli scafisti, fanno parte di un’organizzazione che alimenta oggi genere di illegalità».