Non solo Scarponi, la strage dei ciclisti prosegue: un’altra vittima a Palermo

Michele Scarponi era un grande campione ed è morto per colpa di un autista distratto ma la strage dei ciclisti prosegue in tutta Italia, più o meno con le stesse modalità. L’ultima vittima, tra gli appassionati delle due ruote, viene segnalata a Palermo dove nella notte, un giovane ciclista, di 33 anni, è stato travolto e ucciso da un’auto. È successo in via Messina Marine, alla periferia della città. Il conducente della vettura, di 50 anni, si è costituito subito dopo nel commissariato di Polizia di Brancaccio. Secondo testimoni il conducente dell’auto stava correndo con la sua auto in via Messina Marine quando ha travolto il ciclista. Indaga la polizia.

La vittima si chiamava Giuseppe Gambino, ed era molto noto in città perché lavorava presso una nota gelateria del Foro Italico di Palermo. Secondo un primo racconto, la vittima poco prima dell’una ha preso la bicicletta per recarsi dalla madre. All’improvviso è sopravvenuta un suv, sembra ad alta velocità, che lo ha travolto e ucciso. Il conducente dell’auto prima è fuggito e poi si è costituito al Commissariato di Brancaccio.

Nel 2015 l’Istat ha stimato che almeno 45 al giorno siano coinvolti in incidenti e i morti in sella a una bici sono stati 252, uno ogni 35 ore. Sono in tanti a invocare un intervento normativo sul fronte della sicurezza.

In Parlamento non è ancora in discussione il disegno di legge proposto dal senatore cuneese Michelino Davico (Gal) e sottoscritto da 61 parlamentari, che modifca l’articolo 148 del Codice della strada imponendo agli automobilisti di osservare una distanza di un metro e mezzo in fase di sorpasso di un ciclista. Anche il Governo ha annunciato un ddl simile. «Dobbiamo sempre porre maggior attenzione alla sicurezza stradale dei ciclisti e delle persone che stanno sulla strada quotidianamente», ha detto nei giorni scorsi il ministro Lotti, commentando la tragedia di Scarponi. Ma quando si passerà dalle parole ai fatti?