Mosca alla Nato: non sprecate soldi, la vera minaccia è l’Isis non la Russia

La Russia non rappresenta una minaccia per nessun Paese membro della Nato, quindi se gli alleati aumenteranno le spese per la difesa, come sollecitato da Donald Trump, sarà denaro sprecato. È quanto sostiene il rappresentante di Mosca alla Nato, Alexandr Grushko. “Abbiamo sentito dure dichiarazioni da Washington sulla necessità di una più equa ripartizione degli oneri tra gli alleati e sull’attuazione delle decisioni del summit in Galles sull’aumento delle spese della difesa fino al 2% del Pil”, dice il diplomatico. Che sottolinea: “Oggi, il bilancio militare della Nato rappresenta la metà delle spese totali mondiali. I bilanci militari degli alleati europei e del Canada insieme ammontano a circa 250 miliardi di dollari. Se questi Paesi aumenteranno le loro spese per la difesa fino al 2% del Pil, questo produrrà un surplus di circa 100 miliardi, che è quasi due volte il bilancio militare russo”.

Mosca non comprende perché la Nato aumenti il bidget

Fatti questi calcoli, il rappresentante di Mosca sottolinea quindi come “la questione chiave sia cosa i Paesi della Nato intendono fare con questo budget: se verrà speso per dispiegamenti sul fronte orientale per affrontare una minaccia che non esiste dalla Russia, allora ovviamente sarà denaro buttato, perché è in contrasto con la crescente necessità di una cooperazione per affrontare le sfide transnazionali e le minacce nel mondo di oggi. La Russia non rappresenta una minaccia per nessun membro dell’Alleanza e qualsiasi persona saggia lo capisce”. Tra l’altro, chiosa l’ambasciatore, “bisogna tenere conto di un’altra questione, e cioé che l’aumento delle spese militari avviene a danno di altri settori, in primo luogo quello sociale. Gli europei sono d’accordo nel tagliare la sicurezza sociale a vantaggio della difesa? Si tratta di una questione controversa che provoca un grande disagio nei governi nazionali”. L’ambasciatore commenta poi le impressioni secondo cui l’amministrazione Trump sembra parlare con più voci sulla Russia, sull’Europa e sull’Alleanza. “Io non mi concentrerei troppo sul linguaggio – replica Grushko – Quello che vediamo per ora a Bruxelles è che i funzionari americani portano messaggi coerenti sul sostegno americano alla Nato ed al legame transatlantico. Per quanto riguarda la Russia, naturalmente non possiamo ignorare i sentimenti antirussi che si sono accumulati negli anni nell’élite politica americana e che continuano a gravare sulle nostre relazioni”.