Il Montenegro ratifica l’adesione alla Nato. Che lo bombardò nel 1999…

Torna ad aumentare la tensione tra Russia e Nato. Il parlamento del Montenegro ha ratificato ieri il trattato di adesione alla Nato. Il trattato è stato approvato all’unanimità dai 47 deputati che hanno partecipato al voto, che si svolto a Cetinje, l’antica capitale dello Stato che si trova ad una cinquantina di chilometri da Podgorica, mentre l’opposizione filo russa ha boicottato la seduta e partecipato a proteste durante le quali è stata anche incendiata una bandiera dell’Alleanza Atlantica. Da Mosca è arrivata poi la condanna del ministero degli Esteri che ha denunciato il fatto che il voto si sarebbe svolto “sotto il pretesto di un’immaginaria minaccia russa”. I deputati che hanno ratificato il trattato “sono responsabili delle conseguenze della realizzazione dei piani di potenze straniere che hanno l’obiettivo di rendere più profonde le divisioni in Europa e nei Balcani”, si legge ancora nella dichiarazione pubblicata sul sito del ministero degli Esteri russo in cui si ribadisce come questo esacerberà anche le tensioni regionali e all’interno del Montenegro “fondato su profonde tradizioni storiche con serbi e russi”.

L’ira di Mosca per l’adesione di Podgorica alla Nato

“Il Montenegro deve nell’attuale situazione geopolitica valutare razionalmente tutte le possibilità e prendere una decisione per proteggere i propri interessi nazionali e di sicurezza”, ha, da parte sua, dichiarato durante il dibattito prima del voto il primo ministro Dusko Marovic che ora dovrebbe partecipare al primo summit della Nato alla fine di maggio a Bruxelles. L’opposizione filo russa promette comunque di chiedere un referendum sull’adesione alla Nato, come è stato deciso durante “un’assemblea del popolo” che nei giorni scorsi si è svolta a Murino, un villaggio che è stato bombardato dall’Alleanza Atlantica nel 1999 durante l’intervento contro la Serbia e Montenegro allora ancora uniti in federazione. A seguito di un referendum, il Montenegro ha dichiarato la sua indipendenza il 3 giugno 2006.