Molinella, abitanti chiusi in casa. Il sindaco li bacchetta: no all’isteria

Sono chiusi in casa e si scambiano informazioni sui social gli abitanti di  Molinella, nella zona dove è in corso la caccia al pericoloso assassino Igor Vaclavic, accusato dell’omicidio del barista di Budrio, Davide Fabbri (due sabati fa) e di quello di Valerio Verri, guardia ecologica (sabato scorso). Nella città la tensione è altissima. Gli abitanti intervengono nel gruppo ‘Succede a Molinella‘ tenendosi aggiornati sulle ricerche di Igor e ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo. C’è chi dice che Igor è in città, chi ha visto uomini vestiti di nero e chi avverte che “potrebbe spostarsi utilizzando la suburbana, infilandosi sotto ai vagoni del treno”. E c’è anche chi denuncia il furto di un Fiorino bianco chiedendosi se possa essere quello rubato da Igor Vaclavic.

Il sindaco di Molinella, Dario Mantovani, ha invitato i cittadini ad “evitare il panico” e a non postare notizie incontrollate che hanno come effetto quello di diffondere ulteriori e inutili allarmi. E ancora:  “L’esperienza di queste ore di vigile e preoccupata attesa – ha scritto il sindaco su Fb  – corrobora una mia vecchia e ripetuta convinzione: le persone sui social network si pronunciano con troppa facilità e superficialità su cose che non conoscono neppure, contribuendo a veicolare informazioni false o distorte. Nella quasi totalità delle volte, danneggiano la propria credibilità e l’altrui capacità ricettiva: in rare occasioni, diventa anche pericoloso per la pubblica (e altrui) incolumità”. Il sindaco dunque non trova nulla di meglio da fare che prendersela con i concittadini, i quali giustamente vivono queste ore con crescente preoccupazione e non tiene conto del fatto che i social possono invece fornire utili informazioni proprio alle forze dell’ordine che vagliano le segnalazioni. 

Mantovani è costretto in ogni caso ad ammettere che nella tutela della sicurezza qualcosa non ha funzionato: Igor Vaclavic – ha detto – è una persona “che aveva una lunga storicità di frequentazioni criminali, anche all’interno di carceri, e riguardo il quale c’è stato un iter che probabilmente ha mancato in qualcosa per quello che riguarda l’espulsione”.