Milano vs Torino: dalla Regione un milione per le biblioteche milanesi

Più di un milione di euro in tre anni per le biblioteche della Città Metropolitana di Milano. È stata approvata dal Consiglio regionale lombardo con 51 voti a favore e 8 astenuti la legge ad hoc per gli interventi per lo sviluppo dei sistemi bibliotecari della città metropolitana di Milano. Il provvedimento, ha spiegato il relatore Jari Colla (Lega Nord), chiarisce le competenze sui sistemi bibliotecari milanesi ed è di vitale importanza per il fabbisogno di risorse degli stessi. In Commissione Cultura, presieduta da Luca Ferrazzi (Lista Maroni) era stata aumentata la dote finanziaria a 345 mila euro per il 2017 e a 350 mila euro per il 2018 e il 2019. Le somme sono destinate a servizi come la razionalizzazione dei sistemi informativi per la catalogazione, la gestione e la diffusione dei servizi, la promozione della lettura per i giovani, lo sviluppo dell’accessibilità ai disabili e per la promozione delle biblioteche presso i cittadini. Nel corso del dibattimento sono stati presentati tre ordini del giorno, tutti approvati all’unanimità, dopo alcune richieste di modifiche da parte della giunta. 

Maroni: con Torino solo sana competizione

Tempo di Libri, la nuova fiera del libro che si inaugura oggi a Milano è “un’altra medaglia che ci appendiamo sulla giacca”, per il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che spiega: “Del resto la Lombardia ha il 20 per cento di tutte le case editrici italiane ed è la regione dove si legge di più”, oltre al fatto che “Milano è la città del futuro”. Per Maroni, oltretutto, la divisione tra Torino e Milano non crea alcun rischio di indebolimento per il settore: “No, al contrario – dice -. Credo, anzi, che sia una sana competizione”. D’altronde “la scelta l’ha fatta l’associazione degli editori, non è stata fatta dalla politica”. Piuttosto, osserva, “credo che ci sia una sana competizione”. E “la presenza del ministro della Cultura Dario Franceschini, che è qui dopo le polemiche, lo dimostra”. Anzi, conclude, “credo sia un bene parlarne anche in un modo un po’ polemico perché parlare di cultura e di libri fa bene alla cultura”.