Migranti, il centrodestra all’attacco delle Ong: «Chi arma la loro flotta?»

Ci voleva l’inversione a “u” di Beppe Grillo sull’immigrazione per costringere la politica a guardare al tema con minor supponenza. Lo capiscono tutti che non è facile controllare circa 8mila km di coste. E infatti il punto non è questo quanto capire a quale gioco stiano giocando alcune Ong, con quali risorse e per quali scopi. Se lo è chiesto e lo ha chiesto – buon ultimo, come evidenziato da Daniela Santanché – anche Grillo.

Sul ruolo ambiguo delle Ong Grillo è l’ultimo arrivato

Ma prima di lui è stato Maurizio Gasparri ad ottenere l’apertura di un’inchiesta parlamentare da parte della commissione Difesa del Senato per fare luce sull’attività di queste organizzazioni non governative munite addirittura di flotte che nel Mediterraneo non si limitano al doveroso soccorso di chi è in difficoltà ma effettuano veri e propri servizi di traghettamento dalle coste libiche per i porti italiani. Anche la magistratura, con in testa la procura di Siracusa, vuol vederci chiaro. Il sospetto è che dietro le operazioni umanitarie si stia sviluppando un vero e proprio traffico di esseri umani, con risvolti ancor più odiosi in danno dei bambini. Richiesto di un parere sull’argomento in Canada,dove si trova in visita ufficiale, il premier Gentiloni se n’è lavato le mani rinviando ogni valutazione ad eventuali decisioni della magistratura. Nel frattempo, però, cresce quella che il leghista Roberto Calderoli non ha esitato a definire un’«invasione silenziosa».

Calderoli: «In atto un’invasione silenziosa»

Le cifre in tal senso parlano chiaro: 500mila nel triennio 2014-16, e “appena” 42mila in questo primo scorcio di 2017, gran parte dei quali – dice ancora Calderoli – «trasportati qui dalle navi delle Ong, in molti casi finanziate da grandi gruppi di potere e personaggi legati alla finanza internazionale». Un flusso migratorio destinato ad aumentare con la stagione estiva e che, secondo il governo tedesco, a fine anno dovrebbe superare quota 400mila. «Il che significherebbe – spiega Calderoli – 900mila immigrati, quasi tutti africani, giunti in Italia tra il 2014 e il 2017: un’invasione senza precedenti». In più, dai dati sulla cittadinanza emerge un altro dato: lo scorso anno c’è stata un’impennata con 178mila immigrati diventati nuovi italiani mentre ammontano a circa 100mila i giovani italiani espatriati all’estero in cerca di un lavoro. Per Calderoli la misura è colma: «All’invasione segue anche la sostituzione etnica, con i nuovi italiani. Ma cosa aspettiamo a svegliarci?». Già, cosa aspettiamo?