M5s, indagato un altro sindaco. E neanche lui si dimette

Un altro sindaco del Movimento 5 stelle è indagato. Si tratta di Domenico Surdi, primo cittadino di Alcamo, in provincia di Trapani. A dare l’annuncio, senza però precisare le ipotesi di reato, è stato lo stesso Surdi sulla sua pagina facebook. Surdi, che si è detto sereno, non ha fatto alcun accenno all’ipotesi di dimissioni. Del resto, non è più obbligato a prenderle in considerazione: la modifica del regolamento dei Cinquestelle, introdotta poco prima che Virginia Raggi fosse indagata, gli consente di farlo.

L’annuncio su Facebook

«Le ipotesi di reato sarebbero verosimilmente connesse alla situazione che la nostra amministrazione si è trovata a fronteggiare all’indomani del suo insediamento e che riguarda l’attingimento di acqua da pozzi privati e del trasporto mediante autobotti», ha scritto Surdi, aggiungendo che «quando ci siamo insediati, le licenze erano scadute e non erano state rinnovate per cui, a seguito della chiusura dei pozzi da parte del Genio Civile di Trapani, la città si trovò in grosse difficoltà, anche a causa delle molte richieste dei cittadini che nel periodo estivo si trasferiscono ad Alcamo Marina e non sono serviti da rete idrica».

Il sindaco M5s fa riaprire i pozzi chiusi dal Genio civile

È per questo, dunque, si è giustificato Surdi, che «abbiamo chiesto la revoca in autotutela del provvedimento di chiusura: per non lasciare gli alcamesi senz’acqua, nell’attesa di poter migliorare il servizio». «Ed infatti ci siamo subito messi a lavoro per la redazione di un regolamento sull’approvvigionamento idrico mediante autobotti, il cui iter è ancora in corso. Stiamo inoltre studiando – ha aggiunto il sindaco grillino – tutte le alternative per risolvere la perenne crisi idrica che da decenni affligge la nostra città».

La denuncia del funzionario anti-corruzione

Sulla vicenda “pozzi”, però, grava la denuncia dell’ex segretario generale ed ex responsabile anticorruzione del Comune, Cristofaro Recupati, da cui sono scattate le indagini della procura di Trapani. Recupati, di recente sentito anche dalla commissione regionale Antimafia, ha denunciato un meccanismo secondo cui i dirigenti comunali avrebbero fatto in modo che i gestori di pozzi privati ottenessero guadagni illeciti, evitando il pagamento delle imposte. A quanto si evince, dunque, la proroga di cui Surdi parla come di un atto a tutela dei cittadini si inserirebbe in una cornice di illeciti e per questo motivo, stando ai dati resi pubblici finora, potrebbe essere stato indagato Surdi.