L’ultimo saluto a Guazzaloca, primo sindaco non comunista di Bologna

In una chiesa gremita da centinaia di persone, Bologna stamattina ha dato l’ultimo addio al suo ex sindaco Giorgio Guazzaloca che è riuscito a riunire la città al di là dell’appartenenza politica. Fu il primo e unico sindaco dal Dopoguerra in poi, a Bologna, a non essere espressione del centrosinistra ma di una lista civica La tua Bologna appoggiata dal centrodestra. In prima fila, nella cattedrale di San Pietro, in via Indipendenza, il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti (che fu assessore al Bilancio nella giunta Guazzaloca) e il presidente della Commissione Esteri al Senato e leader centrista Pier Ferdinando Casini, suoi grandi amici. Al loro fianco il sindaco di Bologna Virginio Merola e gli ex sindaci della città, Sergio Cofferati (che lo batté nel 2004 diventando primo cittadino al suo posto) e Walter Vitali; il nuovo prefetto Matteo Piantedosi e quello uscente Ennio Sodano, il questore Ignazio Coccia, il presidente dell’Ascom Enrico Postacchini e il direttore Claudio Tonelli. Presenti anche i “ragazzi della giunta Guazzaloca” come li ha chiamati Casini durante il discorso commemorativo. Tanti in chiesa i cittadini, gli esponenti politici, sia di destra che di sinistra, e della società civile. Tutti a rendere omaggio all’ex macellaio e presidente Ascom diventato sindaco. A officiare la cerimonia l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, insieme all’ex vescovo ausiliario di Bologna Ernesto Vecchi.  “Non sono le vittorie che contano nella vita ma le cause per cui ci si batte” è scritto sulla foto memoria di Guazzaloca distribuita al funerale. “Era un uomo onesto – dicono i cittadini in fondo alla chiesa -, voleva rendere Bologna migliore e più libera”. Un lungo applauso ha accompagnato il feretro all’uscita. Guazzaloca aveva 73 anni e lottava da 20 contro un brutto male, lascia la moglie Egle e le figlie Giulia e Grazia. “La sua figura sarà di ispirazione per il mio nuovo mandato” ha commentato il prefetto Piantedosi. “E’ stato amatissimo in città, voleva bene a Bologna ed era un civico nel vero senso della parola, ha introdotto tante innovazioni”  ha ricordato all’uscita dalle esequie il suo ex rivale Sergio Cofferati.

Guazzaloca ricordato da Pier Ferdinando Casini

“Un macellaio può diventare sindaco ma ricordalo, a Merola, che un sindaco non può diventare un macellaio”. Pier Ferdinando Casini, presidente Commissioni Esteri al Senato, nel discorso commemorativo del suo amico, l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, ha ricordato questa frase che lui gli diceva sempre e che incarna perfettamente la saggezza popolare e lo spirito del 73enne bolognese, scomparso mercoledì scorso. “Caro Giorgio – ha esordito Casini dal pulpito della cattedrale di San Pietro – il momento è giunto e stavolta purtroppo è tutto vero, ma cerchiamo di non litigare almeno questa volta. Ti chiedo scusa, in anticipo, perché  so già che non sarai contento del mio discorso, troppo diplomatico e pulito per un personaggio scomodo come te ma non sei riuscito a dividerci”. “La presenza di tanti cittadini bolognesi, sia quelli che ti hanno sostenuto  e votato – ha proseguito Casini –  che quelli che ti hanno combattuto e contrastato ha un significato profondo e significa che tu sei stato a modo tuo un padre,  sei stato Bologna che hai servito con lealtà e amato come pochi altri”. “Hai sempre coltivato un sano spirito goliardico – ricorda Casini – sei stato unico e grande non solo per un importante miracolo (quello elettorale, ndr) ma anche per come hai affrontato le avversità della vita e il tuo calvario di dolore, quasi vent’anni di sofferenza fin dal giorno dopo che sei diventato il sindaco, vissuti con una straordinaria forza d’animo e un attaccamento alla vita che non si può descrivere. Sei stato un grande perché libero di inseguire i sogni senza mai abbatterti”. “Bologna – ha aggiunto Casini –  ti ha restituito in queste ore con gli interessi ciò di cui ti aveva defraudato nel corso di una dolorosa indagine giudiziaria in cui ti sei sentito impotente e violato. Oggi puoi affidarti con una corsia preferenziale alla Beata vergine di San Luca”. “Guazzaloca – ha concluso il leader centrista – aveva una profonda passione intellettuale per i libri e per la cultura, altro che macellaio, ‘un macellaio può diventare sindaco ma ricordalo, a Merola – diceva -, che un sindaco non può diventare un macellaio'”.