L’ultimo bacio di Emanuele alla fidanzata: “Ora dobbiamo scappare”

“”Mi è venuto vicino, mi ha preso le guance e mi ha dato un bacio. Mi ha detto, ‘mi sa che dobbiamo scappare’ e poi quelli se lo sono portato via. Non l’ho più visto”. La fidanzata di Emanuele Morganti, ucciso da un branco di violenti nella piazzetta di Alatri, vicino Frosinone, racconta così gli ultimi momenti prima della tragedia. Lei. Ketty, era con Emanuele al bar del locale notturno dove è scoccata la scintilla. I buttafuori hanno trascinato fuori Emanuele e lo hanno consegnato, di fatto, ai suoi assassini.  “Emanuele aveva sempre il sorriso, era solare e soprattutto era un bravo ragazzo”, raccontano i parenti e gli amici, oggi, ai funerali nella chiesa di Tecchiena – Castello.

Il racconto della fidanzata di Emanuele

“Emanuele è stato picchiato prima all’interno – racconta Ketty al Tempo –  Perché credevano fosse lui a importunare la barista. Lo hanno trascinato in un angolo. Non vedevo niente. Solo tanta confusione. Poi sono riuscita a guadagnare l’uscita e ho visto Emanuele che era scortato da quattro persone. Aveva la maglietta strappata, il sangue vicino la bocca e lui agitato che diceva: ‘Ma non sono io ad aver dato fastidio. Non sono io. Perché mi cacciate? Non è giusto'”. Non era giusto cacciarlo e nemmeno ucciderlo.