Lo stalliere racconta a Striscia le torture: «…E ora non vivo più» (video)

Alla fine con quelli di Striscia la notizia ci ha parlato, ma solo dopo che era stato brutalmente picchiato. Prima, ha chiarito subito, non li aveva mai sentiti. Giovanni Santi, lo stalliere del maneggio di Caluso, in provincia di Torino, violentemente aggredito dai titolati della struttura, proprio perché accusato di aver contattato la redazione per denunciare il maltrattamento degli animali, ha raccontato a Edoardo Stoppa i drammatici momenti del pestaggio. 

Il racconto delle violenze

«Mi hanno portato in scuderia e hanno iniziato a picchiarmi di brutto, con il torcinaso, ero mezzo intontito, ho provato a scappare, ma ho trovato la porta chiusa», ha raccontato l’uomo, spiegando che «mi hanno dato delle randellate, mi sono trovato per terra mentre mi trascinavano legato per le gambe». «Poi – ha proseguito Giovanni – mi hanno appeso a una trave e hanno continuato a insistere che fossi stato io. Uno dei titolari ha preso in mano un forbicione e mi ha detto: “Adesso ti apro come un capretto, tanto poi qui laviamo, facciamo una buca e ti seppelliamo con uno scavatore”». 

Lo stalliere: «Non dormo più, questa non è più vita»

A causa delle violenze subite, durate ore e accompagnate da minacce di ogni tipo, Giovanni ha riportato la frattura delle braccia e ferite su tutto il corpo. Un’esperienza drammatica e difficile da dimenticare. «È da quando è successo che non dormo più, passo le notti a guardare fuori dalla finestra, sperando che non arrivi nessuno a prendere mia moglie e mia figlia. Così non è più vivere», ha rivelato l’uomo.

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