L’Isis rivendica l’attacco al monastero di Santa Caterina. Morto un poliziotto

C’è la mano dell’Isis dietro l’attentato nei pressi del monastero di Santa Caterina in Egitto, uno dei luoghi simbolo del cristianesimo in Medio Oriente.  Il sedicente Stato Islamico (Is) ha rivendicato la responsibilità dell’attacco sferrato contro un checkpoint della polizia egiziana vicino al monastero di Santa Caterina nella zona meridionale della Penisola del Sinai. È quanto riporta l’agenzia di propaganda dell’Isis, Amaq, secondo quanto reso noto dal sito di intelligence americano Site. Nell’attacco del commando jihadista ha perso la vita un poliziotto, mentre altri quattro sono rimasti feriti, come riferisce un comunicato del ministero degli Interni egiziano. Ricostruendo l’attentato, le autorità egiziane hanno spiegato che i miliziani hanno aperto il fuoco da una collina che sovrasta il posto di blocco della polizia a guardia del monastero, la cui costruzione risale al sesto secolo. Dopo uno scambio di colpi d’arma da fuoco, i miliziani sono scappati. Alcuni di loro sono rimasti feriti. Da anni nel nord della penisola forte è la tensione provocata, con attacchi ripetuti alle forze dell’ordine, ma anche contro civili, da un gruppo affiliato all’Isis. Dal Sinai l’Isis cerca di colpire anche Israele, con lanci di razzi Katyusha sempre più frequenti. Israele ha deciso di tenere chiusa la frontiera, sigillata dopo gli attacchi nei giorni precedenti la Pasqua ebraica.