L’Esa lancia l’allarme rifiuti spaziali: a rischio collisione detriti orbitali e satelliti

La spazzatura? Comincia a diventare un problema galattico: letteralmente. Sono sempre di più gli sciami di satelliti in orbita, e per questo diventa impellente studiare come ripulire lo spazio. Infatti, avverte in queste ore l’Esa, che sul tema ha indetto a Darmstadt una Conferenza Europea che si è inaugurata il 18 aprile e che concluderà i lavori domani, al termine una tre giorni dedicata ai rifiuti spaziali che, hanno avvertito in conferenza, corrono a 40mila km, e per cui un eventuale scontro o semplice impatto, equivarrebbe all’esplosione di una bomba a mano…   

L’Esa lancia l’allarme rifiuti spaziali

Dunque, cresce l’allarme delle agenzie spaziali per le possibili collisioni fra satelliti e detriti orbitali che galleggiano intorno alla Terra. Attualmente si contano 750.000 rifiuti spaziali di una grandezza superiore al centimetro e 18.000 di questi pezzi sono grandi abbastanza da essere regolarmente monitorati da potenti sistemi di sorveglianza. I dati di monitoraggio sono infatti usati dalle agenzie spaziali come l’Esa per evitare gli “scontri”,  visto che la maggior parte dell’immondizia spaziale è stata prodotta da oltre 250 esplosioni. E la situazione sta davvero diventando critica. I detriti spaziali, fanno sapere gli addetti ai lavori, corrono ad una velocità media di 40.000 chilometri orari, “un impatto sull’hardware spaziale corrisponderebbe quindi, grosso modo, all’energia equivalente all’esplosione di una bomba a mano”, quindi “le conseguenze per i nostri satelliti attivi potrebbero essere gravi”. Monito e aggiornamenti sulla situazione sono stati enunciati dall’Agenzia Spaziale Europea che, come anticipato, sul tema ha convocato presso il Centro Operazioni Spaziali dell’Esa a Darmstadt, in Germania, la settima Conferenza Europea sui Detriti Spaziali che chiuderà i battenti proprio domani.

E in Germania il forum sui detriti orbitali…

Ad aprire il forum, allora, sono stati il numero uno dell’Esa, Jan Woerner, e Donald  Kessler, ex responsabile del settore detriti orbitali della Nasa, tutti concordi nel condividere le perplessità legate al fatto che, con l’aumentare del numero di rifiuti nello spazio le collisioni, alcune delle quali già avvenute, possano diventare “la sorgente primaria per nuovi frammenti in orbita”. Per questo, hanno suggerito soluzioni “che dovrebbero mitigare tale problema”. Tuttavia, hanno anche segnalato e sollecitato le sfide che dovranno essere affrontate dalle organizzazioni spaziali per mettere in atto contromisure significanti. E risolutive.