Legge elettorale, Meloni vs Renzi: «Sui capilista bloccati ennesima manfrina»

Nessuna certezza sul destino della legge elettorale. In più, come se non bastasse, a complicare la situazione ha provveduto lo spariglio di Matteo Renzi che davanti a Bruno Vespa, negli studi di Porta a Porta, si è detto «assolutamente disponibile a togliere i capilista bloccati». Non è poco, ma proprio per questo è lecito dubitare della volontà dell’ex-premier a rinunciare a “nominare” i parlamentari del Pd. A maggior ragione ora che è impegnato nella battaglia interna per la riconquista del partito.

Renzi: «Disponibile a togliere i nominati»

Se è un bluff o una cosa seria lo scopriremo nelle prossime ore, quando l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera comincerà ad esaminare le varie proposte di legge colà giacenti. Comunque sia, il sasso lanciato da Renzi nello stagno della legge elettorale il suo effetto l’ha fatto. Il M5S, per bocca di Roberto Fico, ha subito rivendicato la primogenitura dell’abolizione dei capilista bloccati e sfidato Renzi a votare la loro proposta per correre subito al voto. Quasi non ci crede, invece, Pierluigi Bersani: «Sono pronto a rinunciare a tutto il resto se cancelliamo i capilista bloccati» mentre di «bella notizia» parlano i rivali di Renzi nelle primarie del Pd, Michele Emiliano e Andrea Orlando.

FdI-An: «Basta alibi subito al voto»

Più improntate a diffidenza le reazioni nel centrodestra: Per Giorgia Meloni siamo in presenza «dell’ultima puntata della manfrina» sulla legge elettorale. «Se Renzi volesse fare sul serio – ha scritto su Fb la leader di FdI-An – non deve fare proclami in tv, ma alzare il telefono e dire ai suoi di votare oggi stesso la modifica della legge elettorale in Parlamento». Più attendista Forza Italia, il partito che non fa alcun mistero di non disdegnare il meccanismo dei “bloccati”: «Renzi fa melina», ha infatti tagliato corto il berlusconiano Francesco Paolo Sisto.