Lazio, sindaco vuole accogliere 12 migranti. Il Pd lo costringe a dimettersi

Predicano l’accoglienza ma non la mettono in pratica. Chi sono? Ma quelli del Pd naturalmente. E a dare manforte all’accusa di ipocrisia arriva la notizia di un  sindaco abbandonato dalla maggioranza di sinistra perché intendeva ospitare 12 richiedenti asilo per tre anni nel suo Comune, Gallicano, in provincia di Roma. Viene replicato, in pratica, lo stesso copione che è andato in scena a Capalbio.

Solo che in questo caso la delibera il sindaco Marcello Accordino l’aveva fatta e fatta approvare in giunta. Dopo di che l’opposizione – come riferisce Il Messaggero – ha chiesto e ottenuto un consiglio straordinario al quale i consiglieri della maggioranza non si sono presentati. Caduto il numero legale per abbandono del consiglio degli esponenti della minoranza il sindaco si è dimesso. Accordino – eletto con una lista civica – adesso è infuriato e si dichiara indisponibile a qualsiasi genere di accordo politico “per rispetto della nostra dignità e di tutti i cittadini”. La federazione provinciale del Pd a sua volta prende le distanze dal sindaco: “dichiarazione sopra le righe”, sentenzia. 

Dunque, dopo avere lanciato accuse di razzismo e di populismo a tutti coloro che chiedono di controllare i flussi migratori, il Pd entra in crisi per dodici immigrati, che certo non avrebbero avuto l’impatto devastante che l’immigrazione sta scatenando in molte realtà metropolitane del paese. Morale: è troppo comodo costruire la politica per l’immigrazione sulle delibere altrui salvaguardando il proprio orticello.