La sorella di Emanuele a Le Iene: è stata un’esecuzione (video)

Una straziante intervista a Le Iene della sorella di Emanuele Morganti, Melissa, conferma varie ipotesi che si sono lette sui giornali nelle ore successive al barbaro omicidio del ventenne massacrato fuori da un locale di Alatri. Una novità importante dell’inchiesta è arrivata ieri: tutto il branco è indagato per omicidio volontario aggravato da futili motivi.

Tutti i nomi degli indagati

Non solo i due fratellastri Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, già rinchiusi a Regina Coeli. Gli altri indagati, già sotto indagine per rissa, sono: Franco Castagnacci, padre di Mario, i quattro buttafuori – Michael Ciotoli, Damiano Bruni, Manuel capoccetta, Xhemal Pjetri – e Michel Fortuna, di Frosinone. Non è stata ancora trovata l’arma con cui Emanuele è stato colpito alla nuca, colpo decisivo per la sua tragica fine, che potrebbe essere stata anche causata dall’urto su una Skoda parcheggiata nella piazza sulla quale il giovane sarebbe caduto svenendo. Si cerca anche il manganello con cui uno dei buttafuori ha picchiato selvaggiamente Emanuele secondo i testimoni. 

Per la famiglia di Emanuele è stata un’esecuzione

La sorella Melissa ha raccontato all’inviato del programma Le Iene che Emanuele le aveva raccontato di una lite con un tipo poco raccomandabile che lo aveva minacciato di morte. Emanuele si era intrattenuto a parlare con la ragazza di questo personaggio. E poi era intervenuto durante una lite tra questo stesso personaggio e la ragazza, che l’uomo stava malmenando. Emanuele aveva detto alla sorella che lui non poteva andare più ad Alatri perché lo cercavano per vendicarsi. L’uomo con cui Emanuele aveva discusso, trattenendolo mentre picchiava la ragazza, non era presente nella piazza di Alatri la sera del massacro perché si trovava in carcere. Ma Melissa ha mostrato la foto di questa persona con Mario Castagnacci. Foto simili le ha potute riscontrare sui profili Fb dei due. Erano molto amici. Di qui l’ipotesi della famiglia: si è trattato di un’esecuzione. “Non è stata una tragedia”,dice Melissa. Un’esecuzione con modalità criminali.

Perché nessuno ha chiamato i carabinieri?

Ma la mamma di Emanuele e la stessa Melissa affermano anche che il reato più grave compiuto in quella piazza quella sera è stata l’omissione di soccorso. Nessuno ha chiamato i carabinieri. Lo ha fatto un passante ma molto dopo che il pestaggio aveva avuto inizio. Nessuno ha ascoltato le grida di aiuto del ragazzo. Hanno lasciato che il linciaggio avesse luogo. E poi, come ha raccontato sempre a Le Iene l’amico di Emanuele, Gianmarco, sul corpo di Emanuele sono arrivati gli sputi di una donna, la fidanzata di Palmisani. “Ha sputato anche a me che lo avevo difeso”, ha raccontato Gianmarco. Questo il contesto, questo il clima in cui le belve hanno agito. E nonostante la solidarietà per Emanuele e la sua famiglia c’è chi tenta di intimidire coloro che invocano verità e giustizia. Lo dimostra il fatto che la pagina aperta su Fb “Emanuele Morganti giustizia” ha chiuso perché gli amministratori sono stati minacciati continuamente di querele. Ora per Emanuele è stato aperto un gruppo, “Giustizia per Emanuele Morganti”. Per non dimenticare la barbarie che si è abbattuta si di lui, sulla sua famiglia, sui suoi amici e su tanti italiani che attendono sgomenti che almeno la giustizia umana colpisca in modo esemplare i responsabili del massacro.