La Polonia e l’Ungheria rifiutano i rifugiati. E la Ue le minaccia

Ungheria e Polonia «ancora rifiutano di partecipare allo schema di ricollocamento» dei rifugiati dall’Italia e dalla Grecia, mentre altri, come Bulgaria, Croazia e Slovacchia «stanno ricollocando su base molto limitata» e l’Austria «ha annunciato che presto inizierà con i ricollocamenti». Lo sottolinea la Commissione Europea nell’undicesimo rapporto su ricollocamenti e reinsediamenti. I ricollocamenti dei rifugiati sono giunti, al 10 aprile, a quota 16.340 (5.001 dall’Italia e 11.339 dalla Grecia). Per ricollocamento si intende lo spostamento di una persona bisognosa di protezione internazionale da uno Stato membro dell’Ue (in questo caso, Italia e Grecia) ad un altro.

Rifugiati, il rapporto della Commisione Ue

Finora «solo due Stati membri, Malta e Finlandia, sono sulla via giusta per rispettare i loro obblighi nei confronti di Grecia e Italia in tempo», nota la Commissione, che «esorta gli Stati a seguire le raccomandazioni e gli obiettivi, per far sì che aumenti il tasso dei ricollocamenti prima del prossimo rapporto, in maggio. Come sottolineato nel precedente rapporto, se gli Stati membri non aumenteranno presto i ricollocamenti, la Commissione non esiterà a fare uso dei suoi poteri a norma dei trattati per coloro che non avranno rispettato le decisioni del Consiglio, sottolineando che l’obbligo legale di ricollocare i rifugiati eligibili non verrà meno dopo settembre».