La Pasqua, gli agnelli e il “coup de theatre” di Berlusconi

Avevo 7 anni, in Sicilia, quando insieme a mia sorella Emilia, “salvammo” dalla macellazione un agnello che a Pasqua era stato  recapitato a casa vivo (sì, vivo, come si usava allora) da un cliente di mio padre avvocato. 
L’ agnellino fu quindi spedito dai nostri contadini in campagna anziché finire nel pranzo di Pasqua e io, benché convinto carnivoro, mi sono in seguito sempre astenuto dal consumare quel cibo. Oggi il presidente Berlusconi, con un ennesimo geniale  ‘Coup de theatre’ , si fa paladino della difesa dell’agnello pasquale. Tanto di cappello, ottima mossa. Ma guai a criminalizzare chi invece rispetta la tradizione, le tradizioni. Compresa quella del pranzo pasquale.