La Casa Bianca: basta con la guerra personale di Obama contro Assad

La partenza del presidente siriano Bashar al Assad “non è più una priorità” per gli Stati Uniti. Il cambio di posizione sulla Siria è stato enunciato dall’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Nikki Haley. “Non possiamo necessariamente concentrarci su Assad nel modo in cui ha fatto la precedente amministrazione – ha affermato la Haley, parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro -. La nostra priorità non è più restare seduti lì e concentrarci sull’uscita di Assad”. Piuttosto, secondo l’ambasciatrice americana, “la nostra priorità è di guardare realmente a come fare le cose, con chi lavorare per fare veramente la differenza per il popolo siriano”. Ieri, in visita in Turchia, il segretario di Stato americano Rex Tillerson aveva lasciato intendere la stessa cosa, quando aveva detto che spetta “al popolo siriano decidere il futuro di Assad”.

Su Assad i golpisti islamici insistono

M ai golpisti islamici non mollano: “Bashar al-Assad è completamente, totalmente inaccettabile come presidente”. Lo ribadisce l’Alto comitato per i negoziati dell’opposizione siriana, che esclude qualsiasi ruolo per il leader siriano nel futuro della Siria dopo il cambiamento di posizione degli Usa sulla Siria. Tale Yehia Aridi, consigliere dell’Alto comitato per i negoziati contattato dalla Dpa, replica: “Nessun paese libero può avere alla guida un leader che ha commesso crimini di guerra”. Crimini dei quali però non c’è traccia, mentre c’è traccia di quelli dell’Isis e dei terroristi finanziati dall’Occidente. La posizione dell’opposizione viene ribadita anche da un certo Monzer Makhos, portavoce dell’Alto comitato: “L’opposizione non accetterà mai alcun ruolo per Bashar al-Assad, in nessuna fase”, ha detto, citato dalla tv satellitare al-Arabiya. “Non ci sarà alcun cambiamento nella nostra posizione”, ha insistito Makhos.