Inchiesta choc: Schroeder e la Merkel hanno fatto spiare l’Italia (e non solo)

22 Apr 2017 18:18 - di Redattore 92

Il servizio di intelligence tedesca del BND ha spiato l’Interpol al suo quartier generale di Lione, l’Europol all’Aja e negli uffici locali in Austria, Danimarca, Grecia, Belgio, Spagna Italia e Stati Uniti, a partire dal 2000. Lo ha reso noto una inchiesta di Der Spiegel. In una lista di controllo dei servizi tedeschi sono stati inseriti anche gli indirizzi, i numeri di telefono e fax dei funzionari di polizia delle nazioni spiate. Lo Spiegel, che ha lavorato a lungo con il consulente della Nsa Usa in fuga Edward Snowden e scritto degli scandali di spionaggio Usa e tedeschi, cita solo documenti in suo possesso, in base ai quali il Bnd aveva una rete spionistica da far impallidire quella della Stasi della Germania dell’Est. 

Spiata dai servizi della Merkel anche l’Interpol

All’epoca degli episodi di spionaggio denunciati dal settimanale tedesco, i cancellieri erano il socialista Gehrard Schroeder e, dal 2005 a oggi, Angela Merkel. Decisamente improbabile che i due non fossero al corrente del programma di spionaggio. Un programma che il deputato dei Verdi Konstantin von Notz ha definito “scandaloso” denunciando l’inefficacia dei controlli parlamentari dei servizi. Secondo il deputato dei Verdi nella rete spionistica sarebbero finiti non solo le polizie straniere, ma anche «parlamenti di nazioni alleate». In febbraio Der Spiegel aveva denunciato lo spionaggio da parte della Bnd nei confronti dei media di mezzo mondo. Nell’elenco venuto in possesso dal settimanale tedesco, una lista di almeno 50 numeri di telefono e fax di giornalisti e redazioni come possibili obiettivi di spionaggio dal 1999. Tra questi varie decine di numeri della britannica Bbc, sia della sede centrale di Londra sia in Afghanistan. Sulla lista anche un numero del New York Times in Afghanistan, oltre che telefoni mobili e fissi dell’agenzia Reuters in Afghanistan, Pakistan e Nigeria. I servizi segreti tedeschi, l’Interpol ed Europol si sono rifiutate di commentare la notizia diffusa da Der Spiegel. 

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