In moto lungo “La via del Sol Levante”: il nuovo libro di Mario Vattani

Il primo romanzo Doromizu. Acqua torbida, edito da Mondatori, fu un successo, la cui prima edizione andò esaurita in tempi brevissimi. Ora Mario Vattani, diplomatico, ex console a Osaka, torna in libreria con una nuova storia, La via del Sol Levante, che promette di essere un altro caso editoriale. 

Da Vattani il racconto di un viaggio in moto

Targato Idrovolante Edizioni, anche questo secondo libro, presentato con una bella copertina firmata dalla disegnatrice Dunja Popin, è ambientato in Giappone, terra amatissima e oggetto di una conoscenza profonda da parte di Vattani. Quel Giappone che nel primo romanzo era insieme cornice e protagonista di una storia noir, ora viene raccontato attraverso la lente di una vicenda autobiografica. La via del Sol Levante è, infatti, il racconto di un viaggio che Vattani ha fatto in motocicletta, da solo, attraverso il Paese, scoprendone aspetti inconsueti e restituendo al lettore atmosfere e sensazioni in modo tanto personale quanto puntuale. «Solo da quando è finalmente uscito “La via del Sol Levante” mi accorgo della sensazione diversa che si ha tra il raccontare una storia, e portare invece il lettore direttamente in viaggio con sé, dentro il proprio casco, dietro i propri occhi, nei propri ricordi. C’è qualcosa di molto intimo e originale», ha scritto Vattani sul suo profilo Facebook.

Un inaspettato legame tra Italia e Giappone

Ma la storia non è solo un racconto di viaggio autobiografico. È, invece, un percorso che, attraverso il Giappone fisico, ricostruisce anche la storia dei rapporti con l’Italia. Quello che si offre al lettore è dunque un libro da leggere a più livelli, per scoprire, insieme con lo spirito del viaggiatore, «due nazioni giovani – si legge nella nota di presentazione del romanzo – che si affacciano avventurosamente sul Novecento, antagoniste alla visione decadente di un mondo allora dominato dai grandi imperi coloniali, fino alla tragica conclusione del secondo confitto mondiale». Ecco così che tra samurai e signori della guerra, tra buddha di bronzo e principesse imperiali, ci si imbatte nella colonna con l’Aquila che celebra, in italiano, «lo spirito del bushido», omaggio della Roma del primo fascismo agli eroi della Tigre Bianca, 20 giovanissimi samurai che fecero seppuko durante la guerra Boshin. O nel ricordo di un legionario giapponese a Fiume. O ancora nella guerra coraggiosa quanto sconosciuta vicenda di un pugno di marinai italiani in Giappone. 

Celebrando i 150 anni di relazioni tra i due Paesi

Non a caso la presentazione del libro, mercoledì 3 maggio alle ore 19, presso il Circolo degli Esteri, è inserita nelle celebrazioni ufficiali del 150esimo anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone. All’incontro parteciperanno Giordano Bruno Guerri, l’ambasciatore Domenico Giorgi e Andrea Purgatorio dell’associazione M-Arte, in un incontro moderato dalla giornalista nipponista Stefania Viti, e durante il quale l’attrice Jun Ichikawa leggerà alcuni brani del libro.