In Cina una taglia sulle spie straniere: 70mila euro a chi aiuta a scovarle

La Cina lancia una campagna di controspionaggio popolare e promette ricompense fino a 500mila yuan, circa 68.500 euro, a chi fornirà alle autorità informazioni che aiutino a smascherare spie straniere. L’iniziativa è rivolta ai 22 milioni di abitanti di Pechino, si legge sul Beijing Daily, che riporta una dichiarazione della polizia in cui si esprime l’auspicio che in questo modo i cittadini comuni possano aiutare a erigere una Grande Muraglia per proteggere la Cina da «spie e traditori».

A Pechino tutti “ingaggiati” come agenti del controspionaggio

Secondo la polizia cinese, infatti, la capitale è diventata «la destinazione preferita di spie straniere e altre forze ostili che sperano di infiltrarsi con l’obiettivo di sovvertire, distruggere e rubare informazioni». E l’idea è quella di usare le masse contro questi «provocatori» come «un’arma segreta per dichiarare vittoria contro il nemico».

Un premio di 500mila yuan a chi fornisce informazioni utili

Nel giornale si indica anche come partecipare a questa capillare campagna di controspionaggio, attraverso tre modi per passare le informazioni su possibili spie: chiamare un numero verde, inviare una lettera o recarsi di persona a un indirizzo di Pechino. I cittadini che forniranno informazioni che risulteranno preziose per «prevenire o fermare azioni di spionaggio» potranno essere pagati tra i 100mila e i 500mila yuan, conclude la nota.