Immigrati, ora anche Grillo scopre la truffa delle Ong vicino alle coste libiche

E ora anche Grillo scopre la truffa delle Ong private che si appostano a poche miglia dalle coste libiche per andare a recuperare gli immigrati appena partiti e portarli, poi, in Italia anziché nel porto più vicino. Una vicenda più volte messa in luce dal centrodestra e sulla quale sta indagando da mesi la Procura di Catania.

Per i Cinque stelle siamo di fronte a «un meccanismo assai controverso, di cui si sa poco e nulla. Ad esempio non si capisce chi sono i finanziatori di queste Ong, il che non è certo un dato marginale. Se si pensa che l’operazione Mare Nostrum ci costava 10 milioni di euro al mese possiamo immaginare quanto sia alta la spesa di queste organizzazioni, in grado di armare navi da milioni di euro e persino di servirsi di droni».

«Da dove arrivano questi soldi? – si chiedono gli M5S in un post sul blog di Beppe Grillo – In base a quale accordo queste Ong se ne stanno a ridosso delle coste libiche per fare il pieno di migranti e portarli in Italia? Con chi si relazionano in Libia?», si domandano i pentastellati.

«E il governo, in tutto questo caos, cosa sta facendo? – incalzano i grillini che scoprono la questione dopo che da anni il centrodestra si interroga su queste stranezze – Se pensavano di sfangarla con la pseudo-intesa firmata da Minniti ed al-Sarraj si sono fatti male i conti. Ci avevano detto che l’accordo avrebbe messo un freno ai flussi migratori. Il risultato, invece, è che gli sbarchi sono aumentati del 46 per cento».

«A quanto pare l’escalation di arrivi negli ultimi giorni potrebbe non essere casuale – annota il blog di Grillo – Insomma, potrebbe esserci dietro una regia e a dirlo non è il M5s, bensì anche un’inchiesta aperta dalla Procura di Catania. Oltre ai trafficanti di esseri umani in Libia, sta emergendo la questione delle navi di alcune Ong private che soccorrono in mare sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all’interno)».

I Cinque stelle rilevano come «circa una dozzina di Ong tedesche, francesi, spagnole, olandesi, e molte di queste battono bandiere panamensi o altre “bandiere ombra”. Se ne starebbero “parcheggiate” a Malta, per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti, salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia, e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese».