«Igor ha appoggi e nascondigli, non sarà facile catturarlo»

«Igor mangia e utilizza tutto quello che può offrire un territorio come questo: è una persona che in questo momento si sente braccata e può anche sopravvivere con poche cose, quei pochi frutti o verdure, uova o galline che il territorio può offrire». A spiegarlo ai giornalisti, fuori dalla caserma di Molinella, è il comandante provinciale dei Carabinieri di Bologna, il colonnello Valerio Giardina che ha spiegato come il latitante serbo possa sopravvivere a questa caccia incessante. Il ricercato, ha aggiunto «conosce bene il territorio, che frequenta da anni, e sicuramente nel tempo si è creato appoggi e nascondigli».

“Igor può resistere nei campi per diverse settimane”

Le forze dell’ordine controllano comunque costantemente i campi della zona e le case di chi abita in campagna, verificando con i proprietari se mancano prodotti dell’orto o se notano qualche stranezza, per capire se per caso il fuggitivo si è appropriato di qualcosa e dunque è nei dintorni. Gli uomini all’inseguimento del latitante stanno iniziando a mettere in conto una cattura con tempi lunghi. Potrebbero passare anche altre due settimane. Intanto nessuna strada si sta lasciando intentata, compresa quella di avvalersi di un profilo psicologico e comportamentale stilato da esperti, per riuscire ad anticipare le mosse del criminale serbo.

C’è la conferma dei Ris: impronte e sangue sono di Igor

In queste ore sono emerse prove definitive sul killer. C’è identità tra il sangue rinvenuto all’esterno del locale di Riccardina di Budrio dove lo scorso primo aprile è stato ucciso il barista Davide Fabbri e quello estrapolato all’interno del Fiorino, utilizzato dall’omicida della guardia volontaria Valerio Verri poi abbandonato nelle campagne di Molinella (Bologna) prima di continuare la fuga a piedi. In più le impronte digitali al vaglio del Ris di Parma, isolate nel corso delle indagini, corrispondono a quelle contenute nelle banche dati delle forze dell’ordine che identificano Igor Vaclavic associandolo con i diversi alias utilizzati dal criminale tra cui Norbert Feher.