I grillini costretti a copiare Renzi: una “Leopolda” nel segno dell’Olivetti

“Oggi non parliamo di governo ma di futuro”. Con queste parole Davide Casaleggio ha delineato gli obiettivi della kermesse dei grillini a margine di “Sum#01-Capire il futuro”  che si svolge nelle Officine H di Ivrea. “Questa è la vecchia fabbrica dell’Olivetti, qui è anche il posto dove ha iniziato a lavorare mio padre. L’Olivetti ha lasciato un’aura in questo Paese, volevamo intercettarla. Oggi abbiamo invitato esperti, studiosi e giornalisti per parlare di futuro”, ha detto il figlio del “guru”, al quale la manifestazione è dedicata, a quasi un anno dalla morte di Gianroberto Casaleggio. Una vera e propria “Leopolda” grillina, copiata da Renzi, con l’apertura alla società civile che ha voglia di schierarsi (e di prendere incarichi…) e quello sfondo di Olivetti al quale anche il Pd renziano si ispirava. Nel nome di Adriano Olivetti, era lo slogan di Renzi e oggi anche quello dei grillini.  “Il figlio di Casaleggio ha fatto una cosa grandissima, ha scalato l’Himalaya, riuscite a capirlo?”, ha detto Beppe Grillo al termine dei lavori della mattinata lasciando la platea delle  Officine H. “Cresciamo, parliamo di idee, di soluzioni mentre altri parlano di spartizioni di potere,  di congressi. C’è sempre più consenso intorno a noi, perché parliamo di soluzioni che saranno leggi dello Stato quando saremo al Governo”, ha detto Alessandro Di Battista.

Tra i grillini spunta anche Di Pietro

C’è anche l’ex pm di Mani pulite Antonio Di Pietro alla convention promossa da Davide Casaleggio alle Officine H di Ivrea per ricordare il padre, Gianroberto, scomparso il 12 aprile di un anno fa. “Sono qui per ricordare un uomo che ho apprezzato molto, Gianroberto, per rivedere i miei amici della Casaleggio Associati e perché stuzzicato  dal titolo della manifestazione ‘Capire il futuro’ – ha osservato Di Pietro – mi auguro che oltre a capire il futuro si possa anche trovare la strada per un futuro migliore che deve passare attraverso un  ricambio di classe dirigente”. E le accuse di scimmiottare Renzi? “No, la Leopolda non c’entra niente, la politica oggi è uno spettatore – dice Luigi Di Maio – . La sfida è cambiare la società, le istituzioni sono uno strumento per migliorarla. Qui ci sono le persone che vogliono parlare del futuro di questo Paese. E noi diciamo ‘chi ci sta’ venga a darci una mano, non è una questione di migliori o peggiori. Le persone che sono qui non sono del M5S, hanno la propria indipendenza personale e professionale”.