Grillo difende “Report” ma in passato si era scatenato contro la Gabanelli…

Ora i grillini fanno i paladini di “Report”, difendono il programma dagli attacchi del Pd  schierando perfino il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, che si spinge fino a invocare lo “sciopero” del canone in caso di provvedimenti disciplinari da parte dei vertici di viale Mazzini. 

Eppure, quattro anni fa, quando l’allora conduttrice Milena Gabanelli si permise di occuparsi dei misteriosi proventi del blog di Grillo e Casaleggio, la reazione del M5S fu anche peggiore di quella del Pd. Se oggi il partito di Renzi finge di indignarsi per la puntata sui vaccini (ma in realtà prova a vendicarsi di quella puntata sulle relazioni pericolose tra il governo e l’editore dell’Unità Pessina), sono i grillini a ergersi a paladini della libertà d’informazione, per mera speculazione politica. “Report è una delle pochissime  trasmissioni d’inchiesta che fa servizio pubblico, se la chiudono  devono fare lo stesso con tutti gli altri programmi di  approfondimento. E trasformino quindi la Rai in una vetrina di soap  opera. Così la Rai non sarà più servizio pubblico. Se sospendono  Report gli italiani sospendano il pagamento del canone”, attacca  Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, in un  post sul blog di Beppe Grillo. Ma su quello stesso blog, nel 2013…

Quando Grillo attaccava la Gabanelli

Ci fu un periodo, che oggi ci sembra lontano anni luce, in cui i Cinquestelle sostenevano per il Quirinale la candidatura di Milena Gabanelli. E lei, per tutta risposta, dopo aver rifiutato quell’investitura, dedicò ai misteri del blog grillino una sua puntata di “Report”. Eravamo nel maggio del 2013 quando la giornalista si permise di porre alcune domande: “Che fine fanno i proventi del blog di Grillo e quanto guadagna le Casaleggio e associati dalla pubblicità sul sito”. Con una postilla: “Con tre milioni di disoccupati smettetela di parlare di scontrini”.

Si scatenò l’inferno.  Insulti sul blog, annunci di querele da parte dei senatori grillini, ma fu lo stesso leader a vergare un tweet nel quale bastonava la Gabanelli e la giornalista, Sabina Giannini, che si era occupata  di quell’inchiesta sul blog di Grillo e sulle spese dei parlamentari.

In campo scese anche il gruppo del M5S alla Camera con una nota durissima su alcune obiezioni poste in merito ai collaboratori assoldati a Montecitorio dai grillini:  “Non risulta veritiera la ricostruzione sul punto fatta da Report.  Si sottolinea che dalla redazione di Report non è giunta alcuna richiesta di informazioni che sarebbe stata, certamente, soddisfatta in nome della trasparenza professata dal movimento”.

Ma oggi, col Pd che da fan di “Report” s’è trasformato in accusatore, il M5S ha messo da parte i rancorini. Anche perché al posto della Gabanelli c’è Sigfrido Ranucci.