Il Grillo anti-Radicali piace all’Avvenire. Ma anche il M5S vuole l’eutanasia

L’Avvenire ritenta l’«operazione sdoganamento» del M5S bloccata qualche giorni fa dalla reazione di Famiglia Cristiana e rilancia in prima pagina l’intervento di Beppe Grillo sul suo blog per spiegare la sua linea sul biotestamento incorniciato per l’occasione sotto il titolo: “Fine vita. Grillo: non siamo pro-morte. Libertà di pensiero”. Al direttore del quotidiano della Cei, Marco Tarquinio, interessa soprattutto evidenziare la polemica scoppiate sul tema del “fine-vita” con i Radicali, irriducibilmente legati ad una visione libertaria della vita e della morte che esclude qualsiasi implicazione di carattere religioso.

In prima pagina il blog di Grillo sul biotestamento

A Tarquinio è piaciuto soprattutto l’attacco diretto agli eredi di Pannella da parte del leader Cinquestelle: «Dove ci sono disgrazie – si legge infatti sul blog – ci sono loro, referendum per morire, per divorziare (che è comunque una fine), per uccidere o aiutarsi a uccidere». La situazione, tuttavia, è un po’ più complicata di come vogliono farla apparire lo stesso Grillo e il direttore di Avvenire. Il primo, infatti, ha tutto l’interesse ad alzare una cortina fumogena sul voto favorevole dato dal gruppo grillino alla Camera alla legge sul biotestamento perché teme che possa rallentare la sua marcia di accreditamento verso le gerarchie vaticane. Il secondo cova la legittima aspettativa che le parole di Grillo aprano la strada al ripensamento in vista del voto del Senato. Un voltafaccia del M5S sul biotestamento, seppure mascherata da astensione  (per regolamento al Senato è calcolata alla stregua di un voto contrario) finirebbe infatti per riaprire i giochi a Palazzo Madama.

Il Pd: «M5S e Radicali favorevoli all’eutanasia»

Giochi assai complessi, che rischiano di diventare addirittura pericolosi (per Tarquinio soprattutto) se solo si considera che tra gli emendamenti presentati dal M5S al testo del biotestamento approvato a Montecitorio figurava anche quello sull’eutanasia che – come sottolineato da un’intervista a Repubblica dal capogruppo del Pd, Ettore Rosato – «coincide con la posizione del Partito Radicale». È la prova che Grillo si muove con estrema disinvoltura su temi che fino a poco tempo fa la Chiesa considerava “non negoziabili”. Ma è un leader politico e ci può stare. Diversa è la posizione di chi, come Tarquinio, è la voce ufficiale dei vescovi italiani. Lui, la disinvoltura su questi argomenti, non può permettersela.