Gli Usa accelerano: la strategia contro la Corea del Nord è a double face

Trump non lascia nulla al caso e con il Pentagono ha messo a punto la strategia da adottare con la Corea del Nord. Gli Stati Uniti procederanno subito al rafforzamento di sanzioni e intensificheranno la loro azione diplomatica con l’obiettivo di esercitare pressioni su Pyongyang perché ponga fine ai suoi programmi nucleari e missilistici. Questa strategia è stata illustrata a tutti i senatori convocati alla Casa Bianca, mentre iniziava il dispiegamento del sistema di difesa missilistico Thaad in Corea del Sud. «Gli Stati Uniti perseguono stabilità e denuclearizzazione pacifica della Penisola coreana», si legge in un comunicato congiunto del segretario di stato Rex Tillerson e del segretario della Difesa Jim Mattis, insieme al direttore dell’Intelligence nazionale, Dan Coats, in cui si parla della crisi come di «una minaccia urgente alla sicurezza».

 Gli Usa: con la Corea del Nord aperti ai negoziati

«Rimaniamo aperti a negoziati ma tuttavia pronti a difendere noi e i nostri alleati. L’approccio del presidente punta a esercitare pressioni sulla Corea del Nord perché smantelli i suoi programmi nucleare e balistico rafforzando le sanzioni e perseguendo misure diplomatiche con i nostri alleati e partner regionali», si sottolinea nella nota. Secondo quanto ha reso noto l’ammiraglio Harry Harris, a capo del Comando americano per il Pacifico in una audizione al Congresso, sarà operativo «a giorni, per meglio difendere la Corea del Sud contro la crescente minaccia posta dalla Corea del Nord», il sistema avanzato di difesa missilistico Thaad. Mercoledì sono state installate, in tempi record, le prime componenti in un ex campo da golf a Seongju, nell’est del Paese, dove sono state registrate proteste. Il sistema è definito per portare il leader Kim Jong-un “alla ragione, non in ginocchio”, ha aggiunto. Sistemi equivalenti sono già stati dispiegati a Guam e alle Hawaii.