Giustizia-lumaca in Francia: Carlos condannato 43 anni dopo l’attentato

Ilich Ramirez Sanchez, meglio noto con il soprannome di Carlos, il terrorista internazionale venezuelano coinvolto anche nella strage di Bologna, è stato condannato alla reclusione perpetua per l’attentato dinamitardo che provocò la morte di due persone e il ferimento di 34 il 15 settembre del 1974 a Parigi. La Corte d’assise speciale ha quindi accolto la richiesta del procuratore generale, che nella requisitoria della vigilia aveva richiesto la pena più severa prevista dal diritto francese. Al venezuelano, oggi 67enne, figura emblematica del terrorismo internazionale degli ultimi decenni del secolo scorso, era già stata inflitta la stessa punizione a due riprese per analoghi delitti. È in carcere dal 1994. Si tratta del terzo ergastolo per Carlos, il terrorista più temuto degli anni Settanta. Questa volta la condanna del carcere a vita arriva per l’attentato al Drugstore Publicis, avvenuto nel 1974 a Parigi, nel quale persero la vita due persone e 34 rimasero ferite. Lo ha sentenziato la Corte d’Assise parigina, mentre il suo legale ha annunciato ricorso. Carlos venne soprannominato “lo Sciacallo” dalla stampa dell’epoca, che prese spunto dal personaggio creato dal romanziere Frederick Forsyth, Il giorno dello Sciacallo, poi tradotto in immagini in un celebre film. Nato in Venezuela, all’età di 24 anni Carlos si unì al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), dove ricevette il suo addestramento militare e terroristico.