Germania: proteste e violenze contro il congresso dell’AfD, il partito anti-Ue

Tutti a maledire il vento del populismo, ma nessuno si accorge che, intanto, rimonta lo scirocco dell’intolleranza, adornato per l’occasione dei sacri paramenti del buonismo e del politicamente corretto. Soffia impetuoso in America contro Trump, in Francia contro la Le Pen, in Italia contro Salvini, la Meloni e – a tratti – contro Grillo. Non poteva mancare la Germania, nazione che a settembre rinnoverà il proprio Bundestag, il parlamento, nel prossimo settembre. La sfida è tra l’uscente cristiano-democratica Angela Merkel ed il socialdemocratico Martin Schultz, due convinti sostenitori della Ue a trazione tedesca. Da un paio d’anni il ruolo di terzo incomodo se l’era ritagliato l’AfD, acronimo di Alternative für Deutschland, movimento germogliato nelle università e negli ambienti confindustriali tedeschi con il dichiarato scopo di mollare l’Europa mediterranea al suo destino.

A Colonia schierati 4mila poliziotti

L’AfD tiene in queste ore il proprio congresso – il più importante dei suoi scarsi quattro anni di vita -, ma è costretto a celebrarlo sotto scorta della polizia, in un clima di intimidazione di paura. Sono poco meno di 4mila, infatti, gli agenti schierati a protezione della sede congressuale e delle strade di accesso prese letteralmente d’assalto da decine di migliaia di “pacifici” manifestanti che hanno deciso che l’AfD non debba discutere come è invece concesso di fare in Germania a qualsiasi altra forza politica. La situazione è talmente tesa che per sicurezza ai dipendenti dell’hotel è stato consigliato di dormire all’interno dello struttura per evitare di dover attraversare i picchetti. Un primo scontro è già stato segnalato quando la polizia ha dovuto “smontare” una “barricata” umana di un centinaio di ciclisti che avevano sbarrato l’accesso all’albergo ai 600 delegati schierandosi a cavallo di biciclette.

AfD in crisi: la leader Petry non si candida

Ciò nonostante, i manifestanti si autoproclamano pacifici, tanto è vero che a dar loro manforte verranno anche molti esponenti politici, tra i quali Hannelore Kraft, premier socialdemocratica della Renania Settentrionale-Vestfalia, e il leader dei Verdi, Cem Ozdemir. Paradossalmente questa grossolana prova di intolleranza politica cade nel bel mezzo di una crisi che vede l’Afd disorientata e divisa. Tensioni acuite soprattutto dall’annuncio di tre giorni fa della leader, la 41enne Frauke Petry, di non volersi candidare alla guida del partito alle elezioni di settembre. La motivazione ufficiale è che l’AfD si deve concentrare sui contenuti più che sulle persone. In realtà, la Petry ha voluto in questo modo marcare la distanza con alcune prese di posizioni all’interno del partito nei confronti del monumento alle vittime dell’Olocausto a Berlino e sui programmi scolastici sul nazismo. Posizioni che hanno spaventato una parte dell’elettorato borghese e portato ad un calo dell’AfD nei sondaggi.