Gentilini silurato dalla Lega: io fuori? Mica possono, sono schifato (video)

Da tempo covava un dissenso esplicito verso il nuovo format della Lega. E ora è arrivato il conto: Giancarlo Gentilini, il sindaco “sceriffo”, 87 anni, rischia l’espulsione dal partito. È stato primo cittadino di Treviso dal ’94 al 2003, poi vice di Gian Paolo Gobbo per un lustro, ora potrebbe essere messo fuori. Il segretario trevigiano della Lega, Dimitri Coin, ha infatti detto chiaro e tondo che Gentilini non rappresenta più la Lega e che la sua lista presente in consiglio comunale «non sarà più di appoggio al Carroccio».

La reazione di Coin è stata determinata, secondo quanto riporta Libero, dal fatto che Gentilini ha accusato il movimento di essere diventato un “poltronificio”. «Ho denunciato i casini di Ascopiave, l’azienda trevigiana del gas e dell’energia, dove i leghisti si stanno scannando per le nomine. E poi – afferma ancora Gentilini – ho anche detto che il prossimo sindaco di Treviso dovrà essere a mia immagine e somiglianza, incorruttibile».

Le sue critiche  hanno colpito la gestione del segretario regionale Toni Da Re e di quello provinciale Dimitri Coin. Che ha pensato bene di ricorrere al richiamo alla disciplina. “D’ora in poi Giancarlo Gentilini è fuori”. Ma la segreteria provinciale non può da sola decidere di mettere fuori dalla porta un iscritto con più di 10 anni di appartenenza al partito. L’ultima parola spetta alla segreteria federale. 

Per questo Gentilini dice al Corriere sulla sua ipotetica cacciata dalla Lega: «Mica possono. Tentano. Ma mi fanno ridere. Bisognerà vedere che cosa deciderà il gran consesso di Milano». Che è successo? «Ho detto che la mia Lega non ha nulla a che vedere con il poltronificio che vedo oggi. Han fatto fuori il mio ex assessore Zugno da Ascopiave, poi è venuto fuori tutto un casotto… Io mi sono chiesto che cosa amministrava ai miei tempi la Lega: soltanto la città e i cittadini. Non gli strapuntini».