Genova, schiaffo a Grillo: vince la Cassimatis. «Sono io la candidata» (video)

Beppe Grillo perde il braccio di ferro con Marika Cassimatis, la vincitrice delle comunarie per la scelta del candidato sindaco di Genova, poi esautorata dal “capo” perché ritenuta eretica rispetto alla linea “ufficiale” del movimento.  Il tribunale di Genova le ha dato ragione annullando le due delibere con le quali Grillo aveva escluso la Cassimatis candidando al suo posto il secondo “classificato” nelle primarie online, l’attuale sindaco Luca Pirondini. La bocciatura della professoressa era stata decisa dal leader Cinquestelle per alcuni post della candidata nei quali aveva espresso apprezzamento per il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, contestando la sospensione decisa dal movimento e aveva parteggiato per il consigliere comunale Paolo Putti contro la consigliera  regionale Alice Salvatore (molto vicina a Grillo). Tra le “colpe” anche il sostegno al dissidente Francesco Battistini, consigliere regionale che si autosospese per la “deriva verticistica” del Movimento. Iniziative, secondo Grillo (che ha denunciato la Cassimatis per diffamazione), che hanno «ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del Movimento 5Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal movimento». Così a metà marzo Grillo con un post su Facebook aveva tolto il simbolo dei 5 Stelle alla Cassimatis  e aperto una nuova votazione in tutta Italia. Un caso senza precedenti nella storia del Movimento.

Cassimatis: Abbiamo vinto. La candidata sono io

«Abbiamo vinto #davidecontrogolia #genova2017 #m5s». Con questo post su Facebook la docente ligure  “scomunicata” da Grillo  ha commentato a caldo la decisione del giudice del tribunale civile, che ha accolto entrambi i ricorsi presentati dai suoi legali contro la sospensione dal movimento e contro il ripescaggio della lista di Pirondini. «Hanno accolto tutte le nostre richieste e siamo soddisfatti,  è stata una battaglia per la libertà di espressione», ha aggiunto dopo settimane di scontri, «un “Fidatevi di me” non fa giurisprudenza». Uno schiaffone per Grillo che ora difficilmente potrà opporsi alla sentenza. Soddisfazione anche da parte dei legali della Cassimatis. «Io e l’avvocato Alessandro Gazzola siamo completamente soddisfatti, in quanto hanno trovato accoglimento totale entrambe le istanze che avevamo presentato – ha detto Lorenzo Borrè, uno dei due – la patata bollente ora passa al M5S, che dovrebbe uniformarsi a quanto deliberato dal tribunale. Il candidato legittimo – sottolinea l’avvocato – è la professoressa Cassimatis e il Movimento dovrebbe darle il simbolo».